Redazionale – Vi svelo chi è il prossimo sindaco di Lodi

Cari lettori, a pochi giorni dall’inizio del 2017, anno in cui la città andrà al voto, volevo giocare con voi a “Indovina sindaco”, cercando di azzeccare i possibili candidati e chi, fra questi, con riflessioni più o meno fantasiose, occuperà la poltrona di primo cittadino.
Cominciamo dal centrosinistra. Sui nomi c’è poco da sfogliar verze, in casa PD tolto l’ex sindaco, tolti chi a simpatia notoriamente non brillano, tolti i “civici” già contattati, il cerchio si stringe intorno a due figure: il presidente della Provincia Mauro Soldati e il sindaco di Maccastorna, nonché segretario provinciale del partito, Fabrizio Santantonio. Il primo, dopo che il secondo non è riuscito ad imporsi all’ultima tornata regionale, potrebbe tentare, se non pretendere, proprio la via della Lombardia lasciando la candidatura (o la patata bollente?) per la guida di Lodi a Santantonio, il quale dovrebbe prima dimettersi da Maccastorna, con buona pace dei 25 residenti che lo hanno votato nel 2014. Santantonio, indubbiamente più vicino al centro destra che alla sinistra più radicale, digerito forzatamente da una parte della stessa, è uomo in grado di raccoglie moltissimi voti, pescando appunto qualcosa pure dall’altra parte. Ovviamente nella coalizione della corazzata PD + civiche varie “coliziane” e non, sarebbe un osso duro. Dico Santantonio.

Maggi
Se nel centro sinistra sono ridotti ai minimi termini, nel centro destra non sono messi meglio, anzi. Immagino un centrodestra non unito. I nomi? La macchina da voti, l’ex vice sindaco Giuliana Cominetti, con le due-tre civiche e Lorenzo Maggi con Forza Italia, o quel che ne resta, e delle civiche. Per quest’ultimo dopo anni fra i banchi dell’opposizione l’occasione é ghiotta. Poi c’è la Lega Nord, sguarnita di risorse umane, ma nessuno di questi due candidati potrebbe piacerle, decidendo così di correre da sola, magari con una figura presa nel partito oppure con un volto nuovo pescato dal cilindro all’ultimo momento. Scelta che potrebbe paradossalmente rivelarsi vincente.
In ultimo, ma non per ordine d’importanza, ci sono i pentastellati che notoriamente non si alleano con nessuno, conosciuti a Lodi con il volto dell’ex consigliere Luca Degano e del militante Massimo Casiraghi, costituitosi parte civile nel processo sulla vicenda delle piscine. Caso che ha portato al commissariamento del Comune. Scelgo il giovane Casiraghi.

Santantonio e Soldati
Abbiamo a questo punto i contendenti (al netto di eventuali tentativi di candidature velleitarie da zero virgola). Ecco anche le percentuali: PD e compagnia bella con Fabrizio Santantonio 33-35%, centro destra scollato con i tre nomi: Cominetti (civiche) 10-12%, Maggi (FI + civiche) 7-8% e Lega + eventuali civiche (12-15% in base a chi sarà il nome). Più a destra troviamo anche Alleanza Lodigiana (2-3%), al momento senza nomi, che potrebbe più verosimilmente allearsi al Carroccio. Casiraghi (M5S), o se volete il terzo incomodo, 8-9%, sarà l’ago della bilancia in un ballottaggio che do per scontato fra Santantonio e Lega/Alleanza Lodigiana/civiche, rispettivamente con percentuali medie del 34% e del 17-18%.

Cominetti

Casiraghi
Al secondo turno, il centrodestra non potrà far altro che convergere e, supponendo che almeno una metà dei “maggiani” e dei “cominettiani” tornino alle urne, incrementerebbero il risultato con un +12-13% portando la differenza fra i due schieramenti a pochi punti, ed ecco che i grillini diventano fondamentali. Spostandosi verso sinistra, lasciando agli acerrimi nemici del PD la città? Non credo. Una parte potrebbe invece guardare a destra? Sì. Alla fine però, a percentuali appaiate, la spunterà di nuovo il centrosinistra forte di ramificazioni nell’associazionismo, annessi e connessi, e di considerazione nella potente curia laudense. Quindi, come potrà non essere il nome di un Santo quello del prossimo sindaco di Lodi?
Stefano Massaro


