Chirurgia vascolare di Lodi, Baffi: «Al lavoro per verificare i dati e avviare una revisione»

«Fin dal momento in cui è emersa la decisione di non inserire la Chirurgia Vascolare di Lodi nella Rete regionale per la patologia aortica, ho ritenuto necessario approfondire concretamente la questione, partendo dai dati e operando come sempre come punto di raccordo tra le istituzioni sanitarie del territorio, la Direzione Generale Welfare e l’Assessorato regionale al Welfare. Il mio obiettivo è stato quello di comprendere con chiarezza i presupposti della decisione e verificare se i numeri utilizzati per la valutazione restituissero effettivamente la fotografia dell’attività svolta dalla struttura di Lodi, attraverso una verifica puntuale, basata sui dati e sulla realtà assistenziale del nostro ospedale».
Ho lavorato in stretta sinergia con il Direttore generale Guido Grignaffini stimolando un’attività di verifica che consentisse di andare oltre il dato preso in considerazione dalla DG Welfare e di ricostruire la casistica effettivamente trattata. Il risultato di questo lavoro evidenzia una errata imputazione di codifica ben esplicata in una relazione che il Direttore generale ha inviato ieri alla DG Welfare: si tratta di un documento dettagliato, costruito attraverso la revisione delle cartelle cliniche, dei verbali operatori e delle SDO, che mette in evidenza anche alcune criticità nella codifica dei dati. La verifica restituisce numeri importanti: la revisione della casistica relativa agli aneurismi dell’aorta addominale ha evidenziato 32 riparazioni nel 2023, 27 nel 2024 e 26 nel 2025, per una media di 28,3 interventi annui nel triennio. Nel primo semestre 2026 risultano inoltre 14 interventi, con una proiezione annuale di 28 casi. La relazione evidenzia quindi che la discrepanza rispetto ai flussi sanitari correnti è attribuibile a errori di codifica nelle SDO, che dovranno essere presi in carico nel corso del 2026 per rendere correttamente evidenti i volumi reali della struttura».
Così Patrizia Baffi, Presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia, interviene sul caso della Chirurgia Vascolare dell’Ospedale Maggiore di Lodi, esclusa dalla Rete regionale della Chirurgia Vascolare in base ai criteri previsti dalla DGR n. XII/6657 del 3 agosto 2026.
«Questi numeri – continua Patrizia Baffi – ci dicono innanzitutto che è opportuna un riesame della valutazione alla luce dei dati verificati. La Chirurgia Vascolare di Lodi è il riferimento specialistico per la provincia e presenta anche una significativa attrattività sovraprovinciale: nel 2025 il 13% degli utenti proveniva da fuori provincia. La struttura dispone inoltre delle competenze e delle dotazioni indicate per le strutture dedicate alla patologia aortica addominale standard, garantisce attività chirurgica open ed endovascolare, dispone di una sala operatoria dedicata con angiografo intraoperatorio e assicura la presa in carico anche in urgenza».
«Ringrazio il Direttore generale Grignaffini e i professionisti di ASST Lodi per il lavoro svolto e per aver prodotto in tempi rapidi una relazione puntuale fondamentale per sostenere la richiesta di rivalutazione., partendo sempre dall’attenzione al valore della sicurezza dei pazienti. In questo senso, la relazione propone di valutare l’inserimento della struttura tra i Centri di Gruppo B della Rete regionale, per il trattamento della patologia aortica addominale standard, prevedendo una verifica dei requisiti, dei volumi effettivi e degli esiti clinici. È una proposta concreta, fondata sui dati e sulla possibilità di monitorare nel tempo la situazione».


