Ostetrica a domicilio, il servizio arriva in tutta la Lombardia. Vallacchi: «Risultato importante per neomamme e neopapà»

Milano, 22 settembre 2026 – In tutta la Lombardia i neogenitori potranno contare sulla visita a domicilio di una ostetrica. Lo ha deciso la giunta regionale ieri, concludendo un percorso iniziato con una battaglia condotta dal Partito Democratico, attraverso ordini del giorno ed emendamenti al bilancio, tutti presentati dal consigliere regionale Pietro Bussolati, approvati dall’Aula negli ultimi tre anni. Il servizio di ostetricia a domicilio è stato dapprima sperimentato con successo in alcune Asst e Irccs lombardi per un anno, coinvolgendo i territori di Pavia, Como, Varese, Bergamo e della Valle Camonica e ora verrà esteso a tutta la Lombardia, per ora fino a fine 2027. A favore dell’estensione della misura erano intervenuti anche diversi sindaci della Città metropolitana e ad aprile scorso anche il Pd aveva sostenuto la richiesta, sollecitando la giunta regionale.
Il servizio di Ostetrica a domicilio, o meglio, di Continuità assistenziale ostetrica, prevede che entro una settimana dalle dimissioni dal reparto maternità, una professionista faccia visita alla mamma e al nuovo nato per constatare lo stato di salute di entrambi, per fornire eventuale supporto nella cura del bambino e anche per valutare eventuali problemi, compreso il manifestarsi di depressione post-partum, che colpisce in Lombardia il 10% delle donne in gravidanza o post gravidanza. In caso venga riscontrata la necessità, l’equipe medica dispone ulteriori visite e consulenze specialistiche. È dimostrato che la buona salute psicofisica materna favorisca lo sviluppo sano del neonato, quindi supportare le donne e prevenire eventuali problemi è, di fatto, un investimento per la salute dell’intera famiglia. La professionista sanitaria ha indicazioni di utilizzare una “scheda di continuità assistenziale ostetrica” per la valutazione delle priorità e una “griglia di rilevazione del rischio sociale”. La prima individua tre livelli di priorità della presa in carico, da bassa a medio-alta, con relativa indicazione di visita a domicilio entro 7, 5 o 3 giorni dalle dimissioni. La seconda identifica eventuali condizioni di rischio che consentono di attivare interventi addizionali.Per questo servizio la Regione ha stanziato 700mila euro.
«Un risultato importante per tutte le neomamme e i neopapà della Lombardia» dichiara la consigliera regionale del Pd Roberta Vallacchi. «L’arrivo di un figlio è un fatto che cambia la vita delle persone, ribaltandone le priorità e le condizioni di vita. È un momento molto delicato, in cui accadono cose molto belle, ma possono anche presentarsi situazioni difficili, magari acuendo condizioni di fragilità pregresse. L’ostetrica è un aiuto concreto per sciogliere i primi dubbi e per accompagnare i genitori nella gestione del neonato e della nuova quotidianità. E in caso di segnali di difficoltà, l’ostetrica ha la possibilità di intervenire tempestivamente. Questo provvedimento è davvero un passo avanti e sono contenta di poter dire che lo abbiamo voluto, seguito e alla fine ottenuto».
«Per il nostro gruppo- conclude Vallacchi– la genitorialità è un tema cruciale e il servizio di ostetricia a domicilio era un punto del nostro programma elettorale del 2023. Se oggi siamo arrivati a questo risultato è anche perché durante le scorse sessioni di bilancio abbiamo dato battaglia in Aula, sostenendo proposte concrete come questa».


