Agrivoltaico, Vallacchi: ritardi su rinnovabili, priorità terreni non agricoli

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Milano, 30 giugno 2025 – «Avviare una pianificazione strategica e trasparente degli impianti agrivoltaici e fotovoltaici in Lombardia, subordinando ogni intervento sul suolo agricolo a valutazioni tecniche approfondite e garantendo il coinvolgimento attivo dei Comuni e delle comunità locali. Lo sviluppo delle rinnovabili, a partire dal fotovoltaico, deve dare priorità a superfici che non siano agricole»: è quanto chiede la consigliera regionale del PD Roberta Vallacchi, che domani in aula consiliare presenterà una mozione con l’obiettivo di accelerare la pianificazione degli impianti FER, garantendo però la tutela paesaggistica e agricola.
«Al centro del testo – spiega Vallacchi – c’è la richiesta che lo sviluppo degli impianti fotovoltaici e agrivoltaici avvenga dando priorità a tetti, capannoni, parcheggi, aree marginali e fasce lungo le infrastrutture lineari, escludendo il suolo agricolo, salvo in presenza di comprovate condizioni di compatibilità agronomica, economica e ambientale».
«La nostra mozione – sottolinea – impegna Regione Lombardia a dotarsi finalmente di linee guida condivise per l’autorizzazione e la localizzazione degli impianti, a rafforzare il supporto tecnico agli enti locali, a promuovere lo sviluppo dell’agrivoltaico avanzato solo su superfici non agricole e a istituire un tavolo tecnico regionale permanente sulle fonti rinnovabili».
«La transizione energetica è una priorità – dichiara – ma non può passare sulla testa dei territori, né compromettere la produttività agricola. Chiediamo una pianificazione fondata su criteri trasparenti, territorialmente bilanciati e coerenti con la tutela del paesaggio e delle aree agricole di pregio».
«Governo e Regione sono in forte ritardo – denuncia la consigliera dem –. Le misure varate dal Governo nell’ambito delle politiche energetiche – dal decreto-legge 181/2023 (cosiddetto “decreto Energia”) al decreto-legge 84/2024 sulle materie prime critiche, fino alla revisione degli incentivi – si sono dimostrate inadeguate, parziali e prive di una visione organica, lontane dagli obiettivi strategici del PNIEC e del programma europeo REPowerEU».
«Nonostante la rilevanza strategica delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) – aggiunge – il Governo non ha ancora definito un quadro attuativo chiaro e sostenibile, limitandosi a provvedimenti frammentati e spesso incoerenti. E non va certo meglio sul piano regionale – prosegue –. Regione Lombardia ha adottato un approccio disomogeneo e poco incisivo: le CER attivate sono pochissime, non ci sono state nuove manifestazioni di interesse, né strumenti tecnici e finanziari per accompagnare i territori».
«Servono regole chiare e una programmazione seria – conclude Vallacchi –. La nostra mozione chiede anche garanzie fideiussorie per il ripristino ambientale dei siti e strumenti compensativi per i Comuni coinvolti. Il fotovoltaico deve essere un’opportunità, non l’ennesima emergenza generata dall’assenza di visione e di governo del territorio».


