Di Pubblicato il: 16 Settembre 2026Categorie: Politica

Baffi: «Sul fine vita nessuno strappo in avanti. Le priorità della Regione sono le cure e l’assistenza»

«Sul tema del fine vita non sono ammissibili strappi in avanti né scorciatoie procedurali a livello regionale. Non è un semplice tecnicismo, parliamo di una materia delicatissima, che coinvolge etica, diritto e dignità della persona e che richiede un confronto ampio, ponderato e privo di ideologizzazioni.

L’interrogazione di oggi nasce dalla necessità di fare chiarezza sui presupposti giuridici, amministrativi e sanitari della procedura adottata e sul perimetro delle competenze regionali. Una materia che coinvolge la vita, la dignità della persona e il ruolo del Servizio sanitario non può essere affrontata con un semplice passaggio procedurale, ma richiede chiarezza, trasparenza e pieno rispetto del quadro costituzionale e legislativo nazionale».

Così Patrizia Baffi, Presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia, a margine della discussione in Aula sull’interrogazione presentata dal Gruppo di Fratelli d’Italia sul primo caso lombardo di suicidio medicalmente assistito interamente gestito dal Servizio sanitario regionale, a cui ha risposto l’Assessore Bertolaso.

«Abbiamo ribadito – continua Patrizia Baffi – che la tutela della persona fragile e l’umanizzazione delle cure rimangono pilastri dell’azione di governo. È inoltre doveroso conoscere con trasparenza gli aspetti organizzativi ed economici delle procedure gestite dal Servizio sanitario regionale, così come l’impiego delle risorse pubbliche. Resta poi necessario un chiarimento sul piano istituzionale: è una contraddizione che l’Assessore Bertolaso rivendichi oggi il ruolo del Consiglio regionale dopo aver disatteso l’indirizzo espresso dall’Aula, che aveva escluso la competenza del sistema regionale sulla materia. Su questo è necessario mantenere la massima chiarezza, evitando forzature istituzionali e interpretazioni che possano creare precedenti».

«Il confronto sul fine vita non può essere affrontato come una procedura tecnica da definire con un protocollo sanitario, ma con responsabilità e rispetto per la complessità delle situazioni. Le risorse e l’organizzazione della sanità lombarda devono essere orientate innanzitutto a garantire cure di qualità, sollievo dal dolore e sostegno alle famiglie».