Di Pubblicato il: 10 Settembre 2026Categorie: Politica

Violenza sulle donne, 93 milioni per centri antiviolenza. Garavaglia: «Risorse importanti per rafforzare protezione delle vittime»

Christian Garavaglia

Milano, 10 settembre 2026 – «L’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni sul decreto che mette a disposizione, per il 2026, oltre 93 milioni di euro destinati ai centri antiviolenza, alle case-rifugio e ai percorsi di autonomia delle donne vittime di violenza rappresenta un intervento importante e concreto. Rafforzare questa rete significa garantire protezione, assistenza e una prospettiva di reale indipendenza a chi trova il coraggio di chiedere aiuto», così Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Lombardia.

A sottolineare il valore del provvedimento sono anche le donne del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Patrizia Baffi, Paola Bulbarelli, Maira Cacucci, Romana Dell’Erba, Anna Dotti, Chiara Valcepina e Alessia Villa: «Ogni donna che decide di denunciare o di chiedere aiuto deve sapere che le istituzioni sono al suo fianco e che esiste una rete capace di accompagnarla passo dopo passo. Queste risorse vanno nella direzione giusta perché rafforzano la protezione, sostengono i percorsi di autonomia e pongono una particolare attenzione anche ai minori coinvolti. Contrastare la violenza significa difendere libertà, dignità e futuro delle donne e dei loro figli».

Il provvedimento interviene sui principali aspetti del percorso di uscita dalla violenza: dalla protezione immediata al sostegno abitativo, dall’orientamento al lavoro fino alla costruzione dell’autonomia economica e sociale. Particolare attenzione è inoltre riservata alle donne minorenni e ai minori che hanno assistito a episodi di violenza, per i quali sono necessari percorsi specifici e competenze dedicate.

«La risposta alla violenza non può esaurirsi nella fase dell’emergenza – proseguono le esponenti di FdI –. Mettere in sicurezza una vittima è fondamentale, ma è altrettanto importante accompagnarla nel percorso successivo, aiutandola a ricostruire una vita libera e autonoma. Casa, lavoro, sostegno psicologico e una rete territoriale efficiente sono elementi decisivi per evitare che paura, solitudine o dipendenza economica diventino ostacoli alla possibilità di ricominciare».

In Lombardia la rete territoriale può contare su 59 centri antiviolenza e 183 case-rifugio iscritti all’Albo regionale, una struttura costruita negli anni grazie al lavoro di associazioni, operatrici, enti locali, servizi sociosanitari e Forze dell’ordine.

«Regione Lombardia ha consolidato nel tempo un sistema diffuso di protezione e assistenza e continueremo a lavorare perché questo patrimonio venga ulteriormente rafforzato. Su un tema come questo servono continuità, risorse adeguate e collaborazione tra tutti i livelli istituzionali. L’attenzione del Governo e delle Regioni deve tradursi in strumenti sempre più efficaci e accessibili su tutto il territorio», chiosa il capogruppo Garavaglia.