Fine vita, 528 firme nel Lodigiano per la proposta «Liberi Subito»

Lodi, 17 settembre 2026 – Sono 528 le persone residenti in provincia di Lodi che hanno firmato per «Liberi Subito», la proposta di legge regionale di iniziativa popolare sul fine vita promossa dall’Associazione Luca Coscioni e depositata oggi in Consiglio regionale della Lombardia con 17.384 firme complessive.
In provincia sono state raccolte 504 firme, attraverso cinque tavoli. Sono rappresentati 40 Comuni su 60, pari al 67% del territorio provinciale.
La campagna ha raccolto l’adesione di Giovani Democratici Lodi, Movimento 5 Stelle Lodi e Partito Democratico Lodi. Tra gli amministratori e rappresentanti istituzionali che hanno sostenuto l’iniziativa figurano Stefano Caserini, Manuela Minojetti, Simona Bernasconi, Silvana Cesani, Federica Colizzi, Lorenzo Maggi, Alessandro Martino, Tommaso Premoli, Gianfranca Santantonio, Maria Cristina Baggi, Ernestina Lomi Signoroni, Ivano Mariconti, Michele Merola, Barbara Onofri, Luciana Tonarelli, Mattea Valendino, Valentina Barzotti e Laura Tagliaferri.
La proposta di legge, nel pieno rispetto delle competenze regionali e in ottemperanza a quanto previsto dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, non modifica i diritti stabiliti dalla Consulta, ma disciplina l’organizzazione del Servizio sanitario regionale, definendo procedure senza ingiustificati ritardi per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria.
In Lombardia erano state già raccolte e depositate 8.181 firme a gennaio 2024. A novembre dello stesso anno, però, la proposta era stata bloccata in Aula con l’approvazione di una questione pregiudiziale di costituzionalità, sulla base dell’idea che la materia fosse di competenza esclusiva dello Stato. La sentenza 204 del 2025 della Corte costituzionale, sull’analoga legge toscana, ha poi chiarito che le Regioni possono intervenire sul piano organizzativo per rendere effettivi i diritti già riconosciuti dalla Consulta. Nel 2026 l’Associazione Luca Coscioni ha quindi avviato una nuova raccolta firme per presentare una nuova proposta di legge in Regione, sulla scorta delle più recenti indicazioni della Corte.
A nome dell’Associazione Luca Coscioni e del Comitato promotore della legge «Liberi Subito» in Lombardia, Cristiana Zerosi e Marco Cappato dichiarano:
«Dalle 17.000 persone che hanno firmato arriva un aiuto importante al Consiglio regionale della Lombardia per affrontare finalmente un tema che è presente nella società, ma che spaventa i partiti. Nel dare atto alla Giunta Fontana e all’Assessore Bertolaso di essersi assunti la responsabilità di fornire risposte ai malati e indicazioni chiare alle aziende sanitarie, riteniamo fondamentale stabilire norme che non dipendano dall’apertura e sensibilità di chi attualmente governa la Lombardia, ma divengano un patrimonio stabile di regole chiare e condivise, a beneficio e garanzia sia delle persone che soffrono che dei medici e operatori sanitari.
Essendo stata confermata dalla Corte costituzionale la piena competenza delle Regioni nell’organizzazione sanitaria dell’aiuto medico alla morte volontaria, ci auguriamo che pretesti e alibi, che avevano portato a una prima dichiarazione di incompetenza da parte del Consiglio regionale, siano ormai venuti a cadere e si possa procedere a un dibattito e a una decisione libera da pregiudizi e ostruzionismi».
I prossimi passaggi per arrivare alla discussione della legge in Lombardia prevedono:
- Parere di ammissibilità del testo da parte dell’Ufficio di Presidenza, entro 15 giorni dal deposito della proposta, prorogabili di 10 giorni.
- Qualora la proposta sia dichiarata ammissibile, il Presidente del Consiglio regionale ne dispone l’assegnazione alla commissione consiliare competente.
- Al termine dell’esame in Commissione, assegnazione all’Aula per la discussione e il voto, in ogni caso — anche qualora l’esame in Commissione non sia terminato — entro 9 mesi dall’assegnazione della proposta alla commissione competente.


