Di Pubblicato il: 19 Febbraio 2026Categorie: Lettere

Lettere – Ponte di Lodi: dopo il crollo di Maccastorna e l’apertura dell’inchiesta, la Procura valuti il blocco preventivo del cantiere del 2 marzo

Lodi, 19 Febbraio 2026 – Le pesanti dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti istituzionali di Maccastorna e Crotta d’Adda non lasciano spazio a interpretazioni: il crollo della passerella non è stato un caso sfortunato, ma il tragico epilogo di un cantiere che presentava criticità segnalate e ignorate da tempo.

In qualità di già Presidente del C.Al.Lo. (Comitato Alluvionati Lodi) e referente del Movimento “Ama il Tuo Paese”, Domenico Ossino esprime estrema preoccupazione per l’imminente avvio dei lavori sul Ponte di Lodi previsto per il 2 marzo.

«Apprendiamo che il Sindaco di Crotta d’Adda aveva segnalato il cattivo funzionamento del cantiere già nel 2024 e che l’Assessore di Maccastorna parla di piani sbagliati fin dall’inizio» – dichiara Ossino. «Se a Maccastorna sono falliti i calcoli di tenuta e i sistemi di collegamento, quali garanzie abbiamo per l’intervento “estremo e invasivo” che AIPO intende realizzare sul nostro ponte storico?».

Alla luce delle gravi segnalazioni giunte dai territori coinvolti, sorgono spontanei alcuni interrogativi tecnici sull’operato dell’ente committente che non possono restare senza risposta prima dell’apertura del cantiere di Lodi:

  1. Vigilanza e Direzione Lavori: Qual è il reale livello di sorveglianza esercitato da AIPO in fase di esecuzione? Com’è possibile che le denunce documentate sulla gestione del cantiere siano rimaste inascoltate per quasi due anni?

  2. Conformità ai capitolati: Esiste una verifica rigorosa e costante tra il progetto esecutivo e la realizzazione pratica? A Maccastorna abbiamo visto il cedimento di elementi di giunzione fondamentali (saldature e flange). Quali garanzie di tenuta abbiamo per l’intervento al Ponte di Lodi, che prevede una trasformazione profonda della geometria originaria del manufatto e l’inserimento di una nuova arcata da 8 metri? Senza una vigilanza millimetrica, il rischio di imprevisti strutturali su una spalla del XIX secolo è altissimo.

  3. Validazione dei calcoli: Se i piani di posa e i calcoli di tenuta strutturale si sono rivelati fallimentari su una passerella moderna, chi garantisce l’accuratezza delle proiezioni per un intervento «senza precedenti» su un ponte di valenza storica del 1864 come quello di Lodi?

Alla luce del fascicolo già aperto dalla Procura di Lodi sul disastro di Maccastorna, chiediamo formalmente che l’Autorità Giudiziaria valuti se sussistano i presupposti per un intervento preventivo anche sul cantiere di Lodi. È necessario accertare se il modus operandi e i protocolli di sicurezza utilizzati per l’opera crollata siano i medesimi previsti per il Ponte di Lodi prima che si proceda a manomettere la spalla del nostro manufatto storico.

Domenico Ossino
Già Presidente C.Al.Lo.
Referente Movimento Civico “Ama il Tuo Paese”