Lettere – Ortisti di via Piermarini: il rispetto non può essere a geometria variabile

Via Piermarini
Negli ultimi giorni ho riflettuto su un precedente intervento avvenuto nel 2017 nella zona del PalaCastellotti a Lodi, dove vennero rimossi orti e baracche abusive a seguito di una segnalazione del settore viabilità della Provincia. In quel caso, l’amministrazione commissariale intervenne con equilibrio: furono identificati i responsabili, la proprietà collaborò cedendo gratuitamente l’area al Comune e si impegnò a bonificarla a proprie spese. Non fu necessaria alcuna ordinanza coercitiva. Un esempio di come si possa affrontare situazioni complesse con fermezza, ma anche con intelligenza amministrativa.
Oggi, a distanza di otto anni, ci troviamo di fronte a una vicenda simile ma molto più delicata. Gli orti di via Piermarini non sono rifugi improvvisati né frutto di occupazioni recenti. Sono appezzamenti coltivati da decenni da cittadini lodigiani, in gran parte anziani, che hanno garantito presidio sociale, cura del verde e miglioramento ambientale. Non si tratta di abusivismo speculativo, ma di una realtà radicata e visibile, mai contestata formalmente da nessuna amministrazione precedente.
L’ordinanza di sgombero emessa il 25 giugno 2025 dal Comune di Lodi è stata indirizzata genericamente “contro ignoti”, senza identificazione dei reali utilizzatori né alcun contraddittorio.
Questo approccio, oltre a essere discutibile sul piano giuridico, è profondamente ingiusto sul piano umano. Gli ortisti hanno risposto con compostezza e determinazione, affidandosi a un legale e chiedendo non privilegi, ma ascolto e regolarizzazione.
Ama Il Tuo Paese non è presente in consiglio comunale, ma porta avanti temi come questo perché crede nel valore della cittadinanza attiva e nella giustizia sociale. Siamo dalla parte dei cittadini quando questi non hanno compiuto atti illegali, e riteniamo che la storia degli orti di via Piermarini meriti un’analisi più profonda, basata non solo su norme astratte ma anche sulla realtà concreta di chi ha coltivato per decenni con rispetto e trasparenza. Parlare di abusivismo senza distinguere tra occupazioni speculative e presidi sociali rischia di alimentare una narrazione ingiusta e semplicistica, che non rende onore alla storia di questa città.
La memoria di interventi passati dovrebbe insegnarci che il rispetto delle regole non può essere a geometria variabile. Se allora si è potuto negoziare con una società privata, oggi si deve negoziare con cittadini che chiedono solo di continuare a coltivare, in pace, un pezzo di terra che è anche un pezzo di vita.
Ama Il Tuo Paese sostiene la richiesta di sospensione dell’ordinanza e l’avvio di un percorso partecipato di regolarizzazione. Non si può parlare di legalità senza prima riconoscere la dignità di chi ha costruito, con le mani e con il cuore, un presidio di comunità.
Cordiali saluti,
Domenico Ossino
Movimento Civico – Ama Il Tuo Paese
Lodi, 26 agosto 2025


