Di Pubblicato il: 9 Ottobre 2026Categorie: Attualità

Lombardia: 1.273 minori vittime di reati nel 2025, +1,2% rispetto al 2024

Lombardia, 9 ottobre 2026 – Sono stati 1.273 i minori vittime di reato in Lombardia nel 2025, con un’incidenza dello 0,08% sulla popolazione minorile regionale. Il dato registra un aumento dell’1,2% rispetto all’anno precedente, in linea con la tendenza nazionale, che segna una crescita dell’1%. Anche in Lombardia si conferma una prevalenza di vittime di sesso femminile: le bambine e le ragazze rappresentano il 61,7% del totale.

La percentuale sale all’82,6% considerando i reati sessuali, che in regione hanno coinvolto complessivamente 455 minori, pari al 35,7% di tutte le vittime di reato. La fattispecie più diffusa resta quella dei maltrattamenti in famiglia, con 534 vittime, corrispondenti al 41,9% del totale.

I dati sono stati elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale e resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes all’interno del Dossier indifesa 2026, intitolato “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo”. Il rapporto è stato presentato nella sede dell’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, in vista della Giornata internazionale delle bambine, che ricorre l’11 ottobre.

Alla presentazione hanno partecipato il presidente dell’ANCI Gaetano Manfredi; il Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza e Direttore Centrale della Polizia Criminale, prefetto Raffaele Grassi; Annalisa D’Amato, responsabile dell’Area welfare e politiche sociali dell’ANCI; Donata Columbro, data journalist e rappresentante del Comitato scientifico del Dossier indifesa; Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS; e Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre anticipata la firma di un protocollo d’intesa tra ANCI e Fondazione Terre des Hommes Italia, finalizzato a rafforzare il ruolo dei Comuni nella promozione dei diritti, nella prevenzione della violenza e nella protezione di bambine, bambini e adolescenti.

I dati nazionali: 7.272 minori vittime di reato – In Italia, nel 2025, i minori vittime di reato sono stati 7.272, un nuovo record. Rispetto all’anno precedente si registrano 68 vittime in più, con un aumento di circa l’1%. Se la crescita nell’ultimo anno è contenuta, la tendenza sul lungo periodo appare più marcata: dal 2015 le vittime sono aumentate del 43%, con 2.192 casi in più.

Il reato più diffuso è quello dei maltrattamenti in famiglia, con 3.008 vittime, pari al 41,4% del totale. Seguono la violenza sessuale, con 881 vittime, e la violenza sessuale aggravata, con 664. Al terzo posto si colloca l’abbandono di persone minori o incapaci, con 637 vittime.

Nel complesso, queste tre categorie raccolgono 5.190 vittime, pari al 71,4% del totale. Maltrattamenti, violenze sessuali e abbandono rappresentano quindi una parte centrale del quadro nazionale.

Reati sessuali, oltre otto vittime su dieci sono femmine – Se sei vittime di reato su dieci sono bambine e ragazze, la prevalenza femminile emerge ancora più chiaramente nell’ambito dei reati sessuali. Le sette fattispecie considerate dal rapporto – violenza sessuale, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico – contano complessivamente 2.451 vittime, di cui 2.024 di sesso femminile, pari all’82,6%.

Le bambine e le ragazze costituiscono l’87% delle vittime di violenza sessuale e l’86% di quelle di violenza sessuale aggravata. La percentuale è del 79% per gli atti sessuali con minorenne, del 76% per la prostituzione minorile, del 79% per la detenzione di materiale pornografico, del 71% per la pornografia minorile e del 65% per la corruzione di minorenne.

Maltrattamenti in famiglia, vittime più che raddoppiate in dieci anni – La famiglia, che dovrebbe rappresentare il primo luogo di protezione, continua a essere per molti bambini e bambine un contesto nel quale subire violenza, trascuratezza o abuso. Nel 2025, per la prima volta, le vittime di maltrattamenti in famiglia hanno superato quota 3.000: sono state 3.008, rispetto alle 2.975 del 2024 e alle 1.442 del 2015.

L’aumento è dell’1% rispetto all’anno precedente e del 109% nell’arco di dieci anni. Anche per questa fattispecie si osserva una crescita costante delle vittime di sesso femminile, sebbene meno marcata rispetto ai reati sessuali: nel 2025 bambine e ragazze rappresentavano il 54% del totale.

Aumentano anche altri reati che chiamano direttamente in causa la responsabilità degli adulti nella cura e nella protezione dei minori. Le vittime di abbandono di persone minori o incapaci sono 637, in crescita del 10% rispetto al 2024 e del 56% rispetto al 2015. I casi di sottrazione di persone incapaci raggiungono quota 311, con aumenti rispettivamente del 12% e del 23%. L’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina coinvolge invece 360 vittime, il 4% in più nell’ultimo anno e il 35% in più rispetto a dieci anni fa.

Il ruolo dei Comuni nella prevenzione – «I dati del Dossier indifesa 2026 ci restituiscono una fotografia nitida e drammatica: la prevenzione e il contrasto alla violenza sui minori non possono prescindere dalla centralità dei territori», ha dichiarato Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’ANCI. «I Comuni rappresentano il primo presidio istituzionale e più prossimo alla vita quotidiana di bambini, bambine e famiglie».

Manfredi ha sottolineato l’importanza delle scuole, dei servizi sociali e degli spazi aggregativi e sportivi per individuare precocemente i segnali di disagio e costruire una rete di protezione. In questo contesto si inserisce il protocollo d’intesa tra ANCI e Terre des Hommes, pensato per mettere a sistema competenze, risorse e buone pratiche territoriali a tutela dei minori.

Anche il prefetto Raffaele Grassi, Vice Capo della Polizia e Direttore Centrale della Polizia Criminale, ha richiamato la necessità di un’azione condivisa tra istituzioni e territori. Il contrasto alla violenza sui minori, ha spiegato, richiede il coinvolgimento delle Forze di polizia e degli attori istituzionali locali, attraverso tavoli di lavoro capaci di coordinare le rispettive competenze e definire strategie comuni di prevenzione.

Sulla stessa linea Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia, secondo cui non è sufficiente limitarsi alla denuncia dei casi: serve una strategia nazionale stabile, finanziata e misurabile, che unisca prevenzione, individuazione precoce, protezione e presa in carico delle vittime.

Tra le priorità indicate figurano gli investimenti nella prevenzione a partire dalle scuole e dai luoghi frequentati dai minorenni, il sostegno alle famiglie, il rafforzamento dei servizi territoriali e la costruzione di un ambiente digitale più sicuro. Il protocollo con l’ANCI punta proprio a riportare al centro delle politiche di intervento le persone e le comunità locali.