Di Pubblicato il: 18 Luglio 2025Categorie: Lettere

Lettere – È tempo di dire basta alla tecnocrazia monetaria europea

In questi anni, milioni di cittadini e imprese hanno vissuto sulla propria pelle gli effetti di decisioni monetarie imposte dall’alto, da un’istituzione – la Banca Centrale Europea – che ha ormai smarrito il senso del suo mandato originario.

La BCE, che avrebbe dovuto garantire stabilità e coesione economica nell’Eurozona, ha assunto una posizione autoreferenziale e distante dalla realtà quotidiana di famiglie e imprese. Lo ha denunciato con fermezza anche il Ministro Giancarlo Giorgetti, che ha lanciato accuse dirette alla presidente Christine Lagarde, accusandola di “vivere su Marte”.

Se persino chi è parte del Governo italiano arriva a mettere in discussione pubblicamente il sistema, allora è chiaro che non siamo di fronte a un’ipotesi ma a una certezza: questo meccanismo va rivisto radicalmente, o archiviato definitivamente.

I tassi d’interesse imposti dalla BCE stanno stritolando il tessuto economico del nostro Paese. Mutui insostenibili, prestiti congelati, investimenti bloccati. I cittadini rinunciano ai propri progetti di vita, le aziende sospendono piani di sviluppo e innovazione, e intere generazioni di giovani si vedono costrette a cercare altrove un futuro che dovrebbe essere garantito in patria.

Non possiamo più tollerare che la sovranità monetaria venga gestita da un organismo sovranazionale scollegato dal voto democratico e dalle specificità nazionali. L’Italia – come ogni Stato membro – deve poter discutere con serietà la possibilità di tornare a stampare moneta in proprio, tramite la propria Banca Centrale Nazionale. Non si tratta di nazionalismo o di chiusura, ma di responsabilità economica e sociale, fondata sul principio che nessuno può governare la vita dei cittadini senza conoscerne i bisogni, le sfide e le speranze.

Questo editoriale è un appello alla politica, al Parlamento, al Governo, e ai rappresentanti istituzionali: agite. Non basta più protestare con le parole, servono atti concreti. Serve coraggio. Serve aprire un dibattito pubblico sulla riforma della sovranità monetaria, ascoltare le voci del territorio, e mettere in discussione il dogma di Bruxelles e Francoforte.

La moneta è uno strumento di libertà. Ma quando diventa una catena, allora va ripensata. E noi cittadini siamo pronti a contribuire a questa riflessione, con lucidità e determinazione.

Domenico Ossino
Consigliere Comunale, Montanaso Lombardo
Cofondatore del Movimento Civico – Ama il Tuo Paese