Lettere – Disastro Adda, crolla la passerella a Maccastorna

LODI, 14 febbraio 2026 – Il drammatico crollo della passerella ciclopedonale tra Maccastorna e Crotta d’Adda, finita nel fiume durante il collaudo statico, apre uno scenario inquietante per la sicurezza delle infrastrutture lodigiane. Domenico Ossino, referente del Movimento “Ama il Tuo Paese” e già presidente del C.Al.Lo. (Comitato Alluvionati Lodi), solleva dubbi pesantissimi sulla tenuta del progetto di allungamento del ponte storico di Lodi, i cui lavori partiranno il prossimo 2 marzo.
L’analogia del rischio: ancoraggi e strutture storiche
«Le immagini del crollo a Maccastorna mostrano una realtà inconfutabile: a cedere è stato un manufatto ancorato a sbalzo su un ponte esistente in calcestruzzo degli anni ’70», dichiara Ossino. «Se i calcoli di tenuta e i sistemi di collegamento su una struttura moderna hanno fallito così clamorosamente, quali garanzie abbiamo per il ponte di Lodi?»
A Lodi, infatti, l’intervento previsto da AIPO è ancora più estremo e invasivo:
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Modifica strutturale profonda: Il progetto prevede la demolizione dell’attuale spalla, il suo arretramento e la costruzione di una nuova fondazione per inserire una nuova arcata di 8 metri.
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Unicità del progetto: Si tratta di una trasformazione che modifica la geometria originaria di un ponte storico, un’operazione che non risulta avere precedenti analoghi in Italia o in Europa.
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Intervento sulle pile: Mentre a Maccastorna si è intervenuti su pile moderne, a Lodi si va a toccare un impianto con pile in alveo massicce (3 metri) e fondazioni storiche.
Priorità invertite e sicurezza pubblica
«Abbiamo sempre sostenuto che la priorità dovesse essere la Fase III (lavori in alveo e sponda sinistra), un intervento già autorizzato, meno invasivo e realizzabile senza chiudere il ponte», ribadisce Ossino. «Invece, si è scelto di partire dal progetto più rischioso e costoso (4 milioni di euro, cifra quasi identica a quella dell’opera crollata a Maccastorna).»
Le richieste di “Ama il Tuo Paese” alle Autorità
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Sospensione immediata: Chiediamo al Comune di Lodi e alla Prefettura di sospendere l’avvio del cantiere del 2 marzo fino a quando non saranno chiarite ufficialmente le cause del crollo di Maccastorna.
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Revisione dei calcoli: Alla luce del fallimento tecnico di un’impresa nota e di un ente come AIPO, è necessaria una perizia terza e indipendente sui calcoli strutturali dell’allungamento del ponte di Lodi.
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Trasparenza: I cittadini devono sapere se l’integrità del ponte storico, già sollecitato da decenni di traffico e piene, può reggere un intervento di “taglio e cucito” così azzardato.
«Non possiamo permettere che Lodi diventi il teatro di un collaudo fallito sulla pelle dei cittadini», conclude Domenico Ossino. «La sicurezza non è un’opinione, e dopo i fatti di oggi, il principio di precauzione deve prevalere sulla fretta dei cantieri.»
Domenico Ossino
Referente Movimento Civico “Ama il Tuo Paese”
Già Presidente C.Al.Lo. (Comitato Alluvionati Lodi)


