Di Pubblicato il: 24 Febbraio 2026Categorie: Lettere

Lettere – «Commenti sui social, un rumore di fondo che va accettato se si ha un ruolo pubblico»

Stefano Rotta

Caro Direttore,

apprendo dal principale quotidiano cittadino che una rappresentante delle nostre istituzioni locali, l’assessora Manuela Minojetti, lamenta casi di offese sui social verso la sua persona. Nessuno intende sostenere queste pratiche, sicuramente spiacevoli, ma il tutto va visto alla luce delle giuste proporzioni e ruoli.
All’uopo mi piace ricordare, con un po’ di nostalgia, quando entrambi abbiamo fatto palestra in questo giornale che ora ospita le mie righe: a 18 anni ho sperimentato fin da subito che significa avere, seppur piccolo, un ruolo pubblico, un numero di telefono che gira anche tra sconosciuti. Fare giornalismo significa avere centinaia di contatti nuovi all’anno, stare in ambienti piacevoli spesso e duri altre volte, per testimoniare ciò che accade. Quante volte, fin da giovane, ho (e, penso, abbiamo) ricevuto messaggi di stima e affetto, e altri di rabbia, disappunto, a volte bene espressi, altri in maniera volgare, offensiva o denigratoria. Allora fax, sms e poi mail, oggi social. Ma non ci siamo mai sognati di farne un caso, o di considerarci vittima di attacchi. E’ un rumore di fondo, che va accettato, in percentuale, quando si è figure pubbliche, esposte. Vieppiù se si ha una carica che riguarda la sicurezza pubblica.

Diverso se accade l’opposto.

Va ricordato che, nell’ultimo anno, l’ex assessore Scotti ha seminato il panico tra anziani lodigiani (quante chiamate ho ricevuto!) per un’azione ben più scortese e inammissibile, quella di citare i cittadini a una mediazione con fini di risarcimento economico per considerazioni politiche sul caso “lavori privati/lavori pubblici”. Qui i ruoli sono opposti: da istituzione a cittadino, a volte adulto e provvisto di potenzialità difensive, altre purtroppo inerme.

E, personalmente, per quanto conti, io sono stato richiamato dalla Divisione Anticrimine della Questura di Lodi (pur con un gentilissimo, equanime, ispettore ad interrogarmi), a seguito di un esposto firmato dall’assessora Minojetti, nel quale sono state fatte considerazioni calunnianti e offensive riguardo la mia figura, che poi l’assessora ha anche inopinatamente pubblicato sul proprio profilo social, cosa che mi ha costretto ad attivarmi legalmente.
Non ho però mai fatto “la vittima”, semplicemente ho agito in coerenza con i miei principi, ritirando pur a malincuore la mia partecipazione al Festival Fiume del Libri, e ogni altra collaborazione in atto nel settore culturale e fluviale, anche per dimostrare al sindaco Furegato come agiscono sbadatamente alcuni suoi assessori, andando a nocumento di tutta la squadra.

Cordialmente, 
Stefano Rotta