Di Pubblicato il: 5 Novembre 2026Categorie: Attualità

Data center, un fenomeno da monitorare: servono mappature aggiornate e misurazioni efficaci

Rimini, 3 novembre 2026 – «Chiediamo una mappatura nazionale della rete dei data center, l’aggiornamento o la revisione della direttiva Seveso III e un sistema efficace per misurare le emissioni legate al sistema digitale».

È questa la sintesi delle richieste avanzate dall’Associazione Ambiente e Lavoro al termine del convegno «Data Center e sostenibilità: governare la nuova infrastruttura digitale», ospitato nell’ambito di Ecomondo, il festival dedicato alla sostenibilità che si tiene ogni anno a Rimini.

L’incontro ha registrato il tutto esaurito e dato vita a un vivace confronto, animato dagli interventi di Enad Germani, del Collettivo NINA, Giovanna Sissa, autrice del libro Le emissioni segrete. L’impatto ambientale dell’universo digitale, e dell’economista Roberto Romano. A moderare il dibattito è stato Domenico Marcucci.

L’occasione ha permesso di fare il punto sull’impatto ambientale del mondo digitale, delineando un quadro significativo: secondo i dati presentati durante il convegno, il 4% delle emissioni globali di carbonio sarebbe riconducibile al traffico digitale. Una quota rilevante, soprattutto se confrontata con il 2% attribuito al traffico aereo, considerando la stessa scala di riferimento.

Un impatto che non dipende soltanto dall’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale, ma anche da attività ormai quotidiane: dall’invio di messaggi alla gestione dei sistemi domotici, dalla condivisione di file e fotografie alle comunicazioni di lavoro, fino all’elaborazione di cartelle cliniche.

Particolarmente significativa la situazione in Lombardia, dove, secondo i dati riportati, sono 43 i data center in attesa della certificazione relativa alla valutazione d’impatto, mentre le richieste di allacciamento alla rete elettrica sono 296. Un numero nettamente superiore alle 43 richieste registrate in Emilia-Romagna, regione che ha ospitato il convegno.

Le conclusioni invitano a mantenere alta l’attenzione su un fenomeno destinato a crescere. Se da un lato l’impatto ambientale delle attività digitali è destinato ad aumentare, dall’altro i data center, con le loro strutture e i loro consumi, rendono finalmente visibile e misurabile una parte di questo fenomeno, spesso percepito come immateriale.

Da qui la richiesta di normative chiare, aggiornate e tempestive, capaci di accompagnare lo sviluppo delle infrastrutture digitali e di garantire che le esigenze del mercato non prevalgano sulla tutela dell’interesse collettivo e della salute.