Lettere – Rincari sui trasporti pubblici dal 1° settembre: pendolari del Lodigiano ancora una volta i più penalizzati

Dal 1° settembre 2026 anche i cittadini del Lodigiano che si spostano con bus e treni pagheranno di più. Regione Lombardia ha approvato l’adeguamento tariffario ordinario 2026 — 3,889% per il trasporto ferroviario Trenord e 1,857% per il trasporto pubblico locale su gomma — e l’Agenzia di Bacino di Milano, Lodi, Monza Brianza e Pavia ha confermato l’applicazione: 10 centesimi in più sui biglietti ordinari nelle fasce chilometriche più utilizzate, incrementi sui carnet, sull’abbonamento settimanale e su quello annuale, fino a 9 euro in più all’anno per chi si sposta ogni giorno. Presi singolarmente, sono importi che possono sembrare marginali. Ma è proprio questo il punto: non è un rincaro isolato, è l’ennesimo di una serie — bollette, spesa, utenze — che pochi centesimi alla volta erode il potere d’acquisto delle famiglie, in particolare di chi ogni giorno dipende dal trasporto pubblico per lavoro o studio.
Come Ama il Tuo Paese comprendiamo che l’adeguamento tariffario derivi da un meccanismo regionale automatico, legato all’inflazione e a indicatori di qualità del servizio. Comprendiamo anche l’argomento, spesso richiamato dalle Agenzie, secondo cui le tariffe non venivano adeguate da tempo e i costi di gestione — energetici in primis — sono nel frattempo cresciuti: un ragionamento che ha una sua logica economica. Resta però il fatto che questo aumento si somma a quello di bollette, spesa e altre voci che i cittadini stanno già affrontando, in un contesto in cui gli stipendi faticano a tenere il passo del costo della vita. E se il rincaro dei costi energetici viene indicato tra le cause, non possiamo non rilevare una contraddizione: la transizione verso mezzi più sostenibili, penso ai bus elettrici, viene presentata come un beneficio collettivo per l’ambiente, ma il relativo costo ricade quasi sempre, alla fine, sugli utenti finali attraverso il biglietto. Un guadagno ambientale, quindi, che rischia di tradursi in un ulteriore onere economico proprio per chi il servizio lo usa ogni giorno per necessità.
Non possiamo inoltre ignorare il contesto in cui questo rincaro si inserisce: mentre i pendolari pagano da subito, la vera trasformazione del servizio — la nuova gara europea per l’affidamento del trasporto pubblico locale — ha già subito una proroga di due mesi, con l’obiettivo di un nuovo servizio non prima di settembre 2027. Un anno intero, dunque, in cui si chiede ai cittadini un sacrificio economico immediato a fronte di un miglioramento solo promesso e rinviato.
Per questo motivo sollecitiamo l’Agenzia di Bacino e gli enti locali del Lodigiano a garantire la massima trasparenza sull’utilizzo delle risorse aggiuntive raccolte con questo adeguamento, chiarendo se e come contribuiranno concretamente al potenziamento dei collegamenti verso Milano e alle stazioni di interscambio di Codogno, Lodi e Melegnano richiamate nel nuovo programma d’esercizio. Auspichiamo inoltre che i Comuni del territorio si facciano portavoce, in sede di Unione dei Comuni e di confronto con la Provincia, delle esigenze concrete dei pendolari lodigiani, spesso costretti a fare i conti con corse insufficienti e coincidenze poco affidabili ancora prima che con l’aumento del prezzo del biglietto.
Il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale, soprattutto per chi non ha alternative per raggiungere il lavoro o la scuola. Chiediamo che ogni euro in più richiesto ai cittadini si traduca, nei fatti e non solo negli annunci, in un servizio migliore.
Domenico Ossino – Ama il Tuo Paese


