Di Pubblicato il: 4 Aprile 2025Categorie: Politica

Sanità lombarda, al via la discussione sulla riforma

Lodi, 3 aprile 2025 – È ufficialmente partito in questi giorni, in commissione sanità del Consiglio Regionale, l’iter di discussione della proposta di legge di iniziativa popolare di riforma dell’organizzazione della sanità lombarda per cui il Partito Democratico, nel corso del 2024, ha raccolto oltre 100mila firme. Ne parleremo Domenica 6 aprile dalle ore 10 alle ore 12 in Piazza della Vittoria a Lodi dove sarà allestito il banchetto del Partito Democratico alla presenza dell’on. Lorenzo Guerini, dell’on. Simona Malpezzi e della Consigliera regionale Roberta Vallacchi.

In Lombardia sono in continuo aumento le persone che rinunciano alle cure o sono costrette a pagare di tasca propria visite ed esami, questo a causa di tempi d’attesa inaccettabili che compromettono le possibilità di cura, di carenze di medici e infermieri – in ospedale e sul territorio – e di tanti altri operatori della salute, di servizi territoriali ben lontani dal garantire i Livelli Essenziali di Assistenza, di servizi per la prevenzione e la riabilitazione che raggiungono sempre meno persone, di una carenza di programmazione e di governo dell’offerta pubblica e privata accreditata. E tutto ciò nel mancato rispetto di quanto sancito dall’art. 32 della Costituzione – ovvero la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività – e dalla Legge 833/78 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale.

Il progetto di legge del Partito Democratico mira a modificare la normativa attuale nei principi, per superare la “equivalenza” tra sanità pubblica e sanità privata profit, voluta da trent’anni di governo regionale del centro destra.

La nuova legge mira a introdurre o rinforzare alcuni principi fondamentali:

  • universalità del servizio perché non è accettabile che alcuni cittadini rinuncino a curarsi perché sono costretti a rivolgersi alla sanità privata a causa dei tempi di attesa inaccettabili. Per questo vogliamo che il SSR lombardo sia disponibile per ciascuna persona presente sul territorio regionale e che valorizzi tutte le professioni sanitarie, sociosanitarie, tecnico-amministrative sociali ed educative, che favorisca la compartecipazione dei Comuni alla programmazione e alla verifica dei risultati, la collaborazione con le Università anche al fine di sviluppare le attività di ricerca e innovazione, con gli enti del Terzo Settore anche ai fini della co-programmazione e co-progettazione e con le associazioni di categoria, sindacali, di pazienti e di volontariato;
  • centralità della prevenzione per salvaguardare la salute ed evitare interventi sanitari tardivi. Per questo vogliamo che il SSR riconosca alla Prevenzione, in tutte le sue accezioni, attività e articolazioni, la centralità nella programmazione e nel finanziamento, attraverso il continuo potenziamento delle risorse umane ed economiche, per la tutela della salute umana, degli animali e dei contesti ambientali, con particolare riferimento anche ai luoghi di lavoro e con specifico riferimento a quanto previsto dai Livelli Essenziali di Assistenza;
  • priorità dei servizi territoriali con la realizzazione delle Case di Comunità e la risoluzione dell’emergenza della scarsità dei medici di base. Per questo vogliamo che la rete dei servizi territoriali del SSR – quali l’assistenza domiciliare, i consultori, i servizi per la salute mentale e le dipendenze, i centri vaccinali, i servizi per le persone con disabilità, anziane, fragili, minori – siamo programmati, finanziati e implementati nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza come pilastro prioritario del SSR accanto al pilastro dei servizi ospedalieri, ai quali non sono subordinati, e siano coordinati dai Distretti sociosanitari che godono di autonomia di risorse e di gestione secondo le norme nazionali, da cui dipendono le Case di Comunità e i servizi sanitari territoriali previsti dal PNRR, secondo gli standard di personale e di servizi definiti dalle norme nazionali.

Questa legge regionale di iniziativa popolare mira a ricostruire una sanità pubblica che difenda il diritto alla salute e smantelli il progetto di una sanità in cui alcuni fanno grandi affari sulla pelle di molti.