Di Pubblicato il: 24 Luglio 2025Categorie: Politica, Primo Piano

Scotti si dimette: l’opposizione canta vittoria

Una vicenda lunga mesi, che ha sollevato un acceso dibattito politico a Lodi e messo sotto i riflettori l’assessore ai Lavori pubblici della giunta Furegato, Luca Scotti, al centro di un caso di presunto conflitto d’interessi per l’attività professionale svolta in città durante il mandato amministrativo.

L’accusa delle opposizioni: “16 incarichi privati, si dimetta”

Tutto inizia con un’interrogazione della consigliera Giusy Molinari (Gruppo Misto), che porta alla luce un dato: 16 pratiche edilizie e incarichi privati a Lodi che, secondo l’opposizione, coinvolgerebbero direttamente l’assessore Scotti, ingegnere civile, durante i suoi due anni e mezzo in giunta. Un numero che – come chiarisce anche il segretario generale del Comune nella sua risposta – violerebbe l’articolo 78 del Testo unico degli enti locali (Tuel), che vieta agli amministratori di esercitare attività professionale in materie su cui esercitano competenze dirette.

Molinari e altri consiglieri di minoranza (tra cui Ferri, Baggi, Maggi e Invernizzi) presentano una mozione di sfiducia chiedendo la revoca delle deleghe. Per le opposizioni, non si tratta solo di una violazione formale, ma di una “reiterata inosservanza” dei principi di buon andamento amministrativo. L’assessore, sostengono, “non doveva mai iniziare” a esercitare l’attività privata su quegli ambiti.

Lo scontro in aula: Scotti ammette l’errore, ma resta al suo posto

La discussione approda in aula consiliare, in un clima incandescente. Scotti prende la parola e riconosce l’errore: «Non avevo contezza dell’impedimento», afferma, definendolo un problema di “non conformità al Tuel” e portando le sue scuse. Ma aggiunge anche di non aver mai avuto contatti diretti con l’ufficio tecnico per le pratiche.

Il sindaco Andrea Furegato prende le sue difese: «Non c’è stato alcun danno per l’ente, il rapporto di fiducia non è mai venuto meno». E, al termine di un confronto durato tre ore, la mozione viene respinta: la maggioranza regge compatta, con 20 voti contrari.

Le opposizioni, però, non si fermano: «Non si tratta di fare un processo personale – dice Molinari – ma di un principio morale e politico. Torneremo in aula».

L’intervento del prefetto: nessuna decadenza, ma possibili rischi sugli atti

Il capitolo più recente arriva con la risposta dell’ex prefetto di Lodi, Enrico Roccatagliata, a un esposto delle opposizioni. Pur confermando che la norma non prevede la decadenza automatica dell’assessore, il prefetto rileva un punto critico: «potrebbe avere riflessi sul piano della legittimità degli atti adottati» nei casi in cui l’assessore abbia partecipato ai procedimenti come professionista.

Una vicenda al capolinea: Scotti si dimette

Dopo settimane di polemiche, tensioni in consiglio e il parere della Prefettura, la vicenda ha oggi segnato un punto di svolta. Proprio una manciata di minuti prima dell’inizio del consiglio comunale di stasera, l’assessore ai Lavori pubblici Luca Scotti, assente in aula, ha annunciato le sue dimissioni. Una decisione maturata dopo il lungo confronto politico e istituzionale, e resa pubblica con una comunicazione istituzionale tramite mail.

«Questa decisione – commenta Eleonora Ferri, capogruppo Lega – avrebbe dovuto essere presa dalla maggioranza e dal Sindaco, che invece hanno scelto di salvare Scotti in più occasioni, cercando di giustificare la violazione normativa commessa e reiterata per tre anni. Le pressioni costanti dai cittadini e l’indebolimento della maggioranza, hanno reso insostenibile la sua permanenza in carica. Una vicenda che mette in luce le difficoltà del Sindaco Furegato, privo di capacità di leadership e di decisione. Resta l’auspicio che la conclusione di questa vicenda possa essere un punto di svolta, per un’amministrazione più trasparente e vicina alle esigenze della città».

Le dimissioni annunciate oggi chiudono formalmente una vicenda che ha tenuto banco per mesi nella politica lodigiana, suscitando interrogativi sul delicato equilibrio tra incarico pubblico e attività professionale. Fin dall’inizio del mandato, era noto che Luca Scotti svolgesse la professione di ingegnere, e la possibile sovrapposizione con le deleghe ai lavori pubblici rappresentava un rischio che avrebbe forse meritato una valutazione più approfondita al momento della nomina.

Dopo due anni e mezzo e numerosi rilievi sollevati dalle opposizioni, si è arrivati a un epilogo che alcuni consideravano inevitabile. Resta ora da capire come la giunta Furegato riorganizzerà le deleghe e soprattutto come intenderà rafforzare la fiducia nell’azione amministrativa.