Di Pubblicato il: 4 Marzo 2026Categorie: Politica

Baffi: «Sul contenimento del lupo servono criteri aggiornati e soglie adeguate alla reale presenza sul territorio»

«Con l’interrogazione a risposta immediata che ho sottoscritto in Consiglio regionale si richiede chiarezza sulle modalità con cui Regione Lombardia intende affrontare la nuova fase legata al contenimento del lupo, alla luce delle recenti modifiche del quadro normativo europeo e nazionale: il declassamento del lupo nell’ambito della Convenzione di Berna e la successiva modifica della Direttiva Habitat rappresentano un passaggio storico che apre alla possibilità di una gestione più equilibrata della specie e anche il Parlamento italiano ha avviato il percorso di recepimento delle nuove disposizioni, demandando al Governo l’adeguamento della normativa nazionale.

Si tratta di un tema di stretta attualità anche per il Lodigiano, dove gli avvistamenti di lupi sono sempre più frequenti e in significativo aumento negli ultimi tre anni, per un fenomeno che sta diventando sempre più insostenibile per allevatori, agricoltori e cittadinanza in generale.

Gli Assessori competenti, Alessandro Beduschi e Gianluca Comazzi, hanno condiviso le preoccupazioni espresse con l’interrogazione e hanno assicurato che una volta definita e recepita la Legge delega si metteranno in campo azioni volte ad aggiornare e monitorare i dati sulla diffusione del lupo in Lombardia per poter assumere decisioni e politiche fondate su basi attuali e realistiche».

Così Patrizia Baffi, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia, in merito al tema del contenimento del lupo in Lombardia sul quale ha sottoscritto un’Interrogazione a risposta immediata in Consiglio Regionale.

«Accogliamo positivamente – continua Patrizia Baffi – il fatto che per la prima volta si parli concretamente di soglie di prelievo. Tuttavia, la proposta avanzata da ISPRA, che per la Lombardia ipotizza l’abbattimento di 1-2 esemplari all’anno, appare del tutto insufficiente e basata su dati non aggiornati e riferiti al periodo 2020-2022, quando la presenza del lupo sul nostro territorio era sensibilmente inferiore rispetto a oggi.

Nelle aree agricole e rurali della Lombardia la crescente diffusione del lupo sta generando forti criticità per allevatori e agricoltori, con ricadute economiche e sociali che non possono più essere sottovalutate: basti pensare che negli ultimi 4 anni sono stati almeno 11 i lupi uccisi sulle strade del Lodigiano, numero inedito a livello nazionale».

«È necessario – conclude Patrizia Baffi – che le decisioni vengano assunte sulla base di censimenti attuali e aderenti alla realtà. Per questo abbiamo chiesto all’Assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di chiarire quale strategia operativa la Regione intenda adottare una volta completato l’iter normativo nazionale e se siano già state avanzate, o si intendano avanzare, proposte nelle sedi competenti – a partire dalla Conferenza Stato-Regioni – per rivedere i criteri di calcolo e incrementare la soglia di esemplari contenibili.

Tutela della biodiversità e difesa del lavoro agricolo non sono obiettivi in contrapposizione. Serve un approccio pragmatico e responsabile, che garantisca equilibrio negli ecosistemi e sicurezza per le Comunità locali. La Lombardia deve farsi trovare pronta, con strumenti adeguati e numeri coerenti con la reale presenza del lupo sul territorio regionale».