Di Pubblicato il: 8 Novembre 2025Categorie: Politica

Baffi: «Approvata la risoluzione sull’Assistente Infermiere: verso un’introduzione qualificata»

«La Risoluzione approvata in Commissione Sanità è un atto frutto di un lavoro bipartisan con cui abbiamo attenzionato una tematica che risulterà fondamentale all’interno del panorama delle figure che operano in ambito sociosanitario. Tale atto ci permette di agire in modo proattivo per garantire un’introduzione ordinata e qualificata dell’Assistente Infermiere. L’obiettivo centrale di questo indirizzo politico è promuovere un modello di assistenza fondato sulla collaborazione tra le diverse figure professionali, volto a garantire sicurezza, qualità e continuità delle cure, nel pieno rispetto del ruolo e delle responsabilità infermieristiche e valorizzando il contributo dell’Assistente Infermiere come risorsa qualificata all’interno della filiera sociosanitaria regionale».

Così Patrizia Baffi, Presidente della Commissione III Sanità di Regione Lombardia, in merito all’approvazione in Commissione della Proposta di Risoluzione sulle modalità di introduzione della figura dell’Assistente Infermiere, con cui si formula un indirizzo chiaro sui criteri formativi e organizzativi per questa nuova figura professionale, come prevista dal DPCM del 28 febbraio 2025.

«La Risoluzione valorizza, per la formazione teorica, la centralità di Polis-Lombardia e dell’Accademia di formazione per il servizio sociosanitario lombardo (AFSSL) – continua Patrizia Baffi – attraverso la coprogettazione dei programmi formativi e dei relativi corsi con le istituzioni universitarie, gli OPI lombardi e con le Dapss delle ASST, al fine di standardizzare i corsi e gli esami. Riteniamo fondamentale prevedere per la formazione e i tirocini un numero di ore maggiore di quelle previste dal Decreto e l’istituzione di un esame finale serio e strutturato, che possa fornire garanzie di sicurezza alle aziende che inseriranno le nuove figure professionali. In merito al ruolo operativo, viene previsto che l’Assistente Infermiere, considerata la formazione sociosanitaria, operi in via privilegiata presso i servizi territoriali, gli enti sociosanitari e in ogni caso con pazienti cronici o fragili».

«Vogliamo ribadire con forza – conclude Patrizia Baffi – che l’introduzione dell’Assistente Infermiere non potrà in alcun modo comportare una riduzione del numero di infermieri previsti nei setting di cura, né la sostituzione del personale infermieristico con figure a minore qualificazione: l’infermiere, in questo quadro, manterrà la piena responsabilità del processo assistenziale. Con questo atto inoltre la Giunta è stata impegnata a istituire un sistema di monitoraggio permanente nell’ambito della DG Welfare e a trasmettere annualmente alla Commissione Sanità una relazione sullo stato di attuazione della formazione, sui dati occupazionali e sugli esiti del monitoraggio stesso».