Lettere – Stoccaggio gas Cornegliano, chiedo a Guerini: avremo risposte ed azioni concrete?

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Buongiorno Direttore,
Le scrivo in merito a quel paio abbondante di miliardi di metri cubi di gas metano che un manipolo di illuminati si appresta a pompare sotto casa mia e le case di migliaia di lodigiani, sotto le nostre terre ed i nostri tetti che vorremmo restassero sempre sopra le nostre teste ad una distanza di sicurezza.
Distanza che potrebbe esser ridotta, a scapito di vite, sacrifici e storie umane da sismi che dovrebbero esser certamente più forti di quelli che si sono molto recentemente registrati nel lodigiano ma che ci sono, sono presenti e che numerosi esperti, non proprio gli ultimi arrivati, ci dicono potrebbero venir intensificati in forza e frequenza da continue variazioni di pressione come quelle che caratterizzerebbero un impianto del genere.
Numerose le rassicurazioni che ci giungono di norma da tecnici di vari stoccaggi gas, anche se in molti casi per completarle mancherebbe solo un sano post-scriptum “Che Iddio ce la mandi buona” dell’Ingegner Biadene dopo le verifiche dell’ultimo minuto: citofonare Diga del Vajont per avere ulteriori informazioni.
Difatti alle preoccupazioni si continua a rispondere che il sito verrà tenuto sotto costante controllo con misurazioni di ogni tipo, il che è assolutamente magnifico non fosse che -ma magari sono io all’antica- un terremoto non sia prevedibile allo stato attuale della scienza e che, se anche lo fosse, saprebbero che fare?
Non mi fraintenda, Signor Direttore, io sarei entusiasta se il geologo di turno davanti al computer potesse seguire in diretta l’evolversi di un sisma e poi farne pubblicazioni e tesi sulla correlazioni su stoccaggi gas e sismi ma sarei leggermente meno entusiasta di trovarmi al centro di questo scenario perché, parliamoci chiaro, se anche il geologo riconoscesse l’imminenza del terremoto si saprebbe come evitarlo con azioni all’interno dell’impianto?
Per le risposte che abbiamo avuto ad oggi aumentare la pressione, diminuirla o far bere all’intera popolazione un bicchiere di spremuta d’arancia in contemporanea avrebbero il medesimo risultato: conteggio delle vittime, stime dei danni, sms solidali e condanne all’italiana. Vorrei che il Giancarlo Rittmeyer di turno, segnalando una scossa imminente, non si sentisse rispondere dal suo superiore Biadene di turno di star tranquillo ma di “dormire con un occhio solo” (per maggiori informazioni già sa, Direttore, dove citofonare) ma di agire in un modo determinato e provato che eviterà un terremoto.
Ma questo, Signor Direttore, nessuno ce lo sta assicurando.
E che dire poi di Porter Ranch, dove la perdita da un deposito di stoccaggio prosegue inarrestabile da ottobre e non ci sono idee sul come agire se non spostare la popolazione alla quale però i contributi da parte della SoCalGas per gli affitti nelle nuove località non arrivano o non sono sufficienti e si stima che 2 miliardi di dollari non basteranno alla società tra danni, rimborsi e sanzioni? Una recente notizia della CBS inoltre indica che, nonostante la rassicurante risposta “I don’t know what would explain it” (non so cosa potrebbe spiegarlo) da parte della società che ne avrebbe sottovalutato la pericolosità, risulta che nell’aria si sia diffuso anche una buona concentrazione di benzene: eccellente per leucemie e cancro. Potrei anche elencare gli effetti serra locali, il blocco del traffico aereo, i sanguinamenti dal naso ed i mal di testa ma credo che l’unica piaga mancante all’appello per metterci sull’attenti sia l’invasione di cavallette.
A questo punto, e contrariamente alle mie abitudini, sarei disposto ad allearmi anche col diavolo pur di evitare tutto ciò e ben venga ad opporsi chiunque, anche se avesse cambiato idea solo ieri.
Mi permetta però, Direttore, di diffidare delle azioni di schizofrenia politica condotte dall’Onorevole Guerini che, in forma di salvatore della patria e del Lodigiano, presenta un’interrogazione al Governo in merito all’impianto vista la preoccupazione causata nella popolazione dall’incidente di Porter Ranch. Al Governo Renzi, governo del Partito Democratico, di cui Guerini è vice-segretario: se Renzi va in bagno lui è a capo del partito di governo ma gli presenta interrogazioni. Visto l’incarico di cui è investito non gli bastava una telefonata? Ma dov’era quando il Governo voleva mettere nel piano Juncker l’impianto perché fosse finanziato dall’Unione Europea, alias coi nostri soldi?
Comunque meglio tardi e con confusione che mai, oserei dire.
Eppure già il 22 dicembre un tale Guido Guidesi, lodigiano e parlamentare alla Camera della Lega Nord, aveva presentato un’interrogazione al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare chiedendo al Ministero di voler verificare la compatibilità tra il rischio sismico della zona, concretizzatosi tra l’altro in due terremoti di magnitudo 2 e 2.5 nello stesso mese, e l’impianto di stoccaggio gas.
Ancor prima, il Consigliere Regionale Pietro Foroni, aveva presentato in Regione Lombardia una mozione per chiedere il riesame delle autorizzazioni degli impianti di stoccaggio gas, mozione approvata all’unanimità la cui palla era passata a Roma.
Roma, dove dal Governo Renzi, di cui Guerini è vice-segretario, tutto tace.
Chiedo quindi all’Onorevole Guerini: avremo risposte ed azioni concrete? Noi siamo in opposizione, Lei ha il potere, noi siamo pronti e ci opponiamo da tempo, Lei ha il potere necessario per decidere e, per il bene del Lodigiano, agire è un Suo dovere.
Luigi Lacerenza
Cornegliano Laudense
Lega Nord per l’Indipendenza della Padania
Sezioni Muzza, Lodi e Nord-Ovest


