Lettere – Fine vita, AMA IL TUO PAESE: «La Lombardia non segua Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna»

Lodi, 29 luglio 2026 — Lo scorso maggio AMA IL TUO PAESE aveva preso posizione netta sul tema del fine vita, ribadendo che lo Stato deve aiutare a vivere, non a morire. Una posizione che si colloca in piena sintonia con il magistero della Chiesa cattolica, da sempre impegnata nella difesa della vita in ogni sua fase. A riportarci sull’argomento sono due sentenze depositate dalla Corte Costituzionale il 24 luglio 2026 — le nn. 148 e 152 — che aggiungono elementi nuovi e decisivi a un dibattito che, nel frattempo, si è fatto ancora più urgente: il 23 luglio l’Emilia-Romagna è diventata la terza regione italiana ad approvare una legge sul suicidio assistito, e in Lombardia è in corso la raccolta firme per una proposta analoga.
Cosa ha stabilito la Consulta – Il 24 luglio la Corte Costituzionale ha depositato due sentenze che chiariscono i limiti entro cui è possibile legiferare sul fine vita. Con la prima (n. 152) ha confermato, per la terza volta, che il suicidio assistito resta accessibile solo a chi dipende da macchinari per sopravvivere: nessun allargamento, nessun diritto generale alla morte assistita. Con la seconda (n. 148) ha bocciato le parti più invasive della legge regionale sarda, come già era accaduto a dicembre con quella toscana. Il messaggio è chiaro: le Regioni non possono sostituirsi allo Stato su una materia così delicata.
Il caso Emilia-Romagna e il fronte lombardo – Il giorno prima di queste sentenze — il 23 luglio — l’Emilia-Romagna è diventata la terza regione italiana ad approvare una legge sul suicidio assistito, con i voti di PD, AVS, Civici e M5S. Una legge che rischia di fare la stessa fine di quelle toscana e sarda, nate e già parzialmente bocciate dalla Consulta.
In Lombardia intanto è in corso la raccolta firme per la proposta “Liberi Subito”, che punta a portare una legge analoga in Consiglio regionale. Va ricordato che lo stesso Consiglio regionale aveva già bloccato nel 2024 una proposta simile, e che il Consiglio di Stato, a maggio 2026, ha confermato la legittimità di quella decisione.
La nostra posizione – Come AMA IL TUO PAESE lo ripetiamo con chiarezza: non siamo favorevoli a nessuna legge regionale lombarda sul suicidio assistito. Non perché neghiamo la sofferenza di chi è gravemente malato — la risposta giusta è investire in cure palliative, assistenza domiciliare e hospice — ma perché ogni allargamento di questa materia espone anziani, disabili e persone fragili al rischio di pressioni silenziose e di sentirsi un peso.
La giurisprudenza costituzionale ha già fissato i confini. Chiediamo alla Regione Lombardia di rispettarli e al Consiglio regionale di non percorrere la stessa strada intrapresa da Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna.
Lo Stato — e le Regioni — devono aiutare a vivere. Non a morire.
Domenico Ossino
AMA IL TUO PAESE – Lodi


