Lettere – Blackout a Lodi: il problema non è la mancanza di energia, ma una rete di distribuzione obsoleta

Lodi, 28 giugno – oltre una settimana Lodi e il Lodigiano vivono una condizione di emergenza elettrica che non accenna a stabilizzarsi. Una serie di prolungati blackout ha colpito a cascata numerosi centri del territorio: Massalengo, Lodi Vecchio, Crespiatica, Sant’Angelo Lodigiano, Corte Palasio, Abbadia Cerreto, oltre al Sudmilano con Melegnano, Riozzo, Cerro e Casalmaiocco. Il centro storico e numerosi quartieri del capoluogo sono rimasti al buio per molte ore, con negozi, bar e ristoranti paralizzati e abitazioni senza condizionatori nel pieno di temperature vicine ai 40 gradi. Le power station dislocate da E-Distribuzione per tamponare l’emergenza non bastano — e almeno una si è rivelata essa stessa fonte di disagio per i residenti, a causa del rumore insostenibile prodotto nelle ore notturne. Questa situazione prolungata e sistematica merita una riflessione tecnica e politica che vada ben oltre le dichiarazioni di circostanza. E-Distribuzione ha citato il surriscaldamento dei cavi interrati come causa del guasto. È una spiegazione parziale, che non dice tutto. Noi riteniamo che sia necessario aggiungere un elemento che i gestori della rete tendono a non ammettere apertamente: molte cabine di distribuzione di media e bassa tensione presenti sul territorio non sono dotate di apparecchiature di nuova generazione, e non sono in grado di reggere le sollecitazioni termiche di estati sempre più torride — come confermano anche tecnici e amministratori locali a conoscenza della rete territoriale.
L’energia c’era. Sono le cabine che saltano.
I dati nazionali lo confermano senza margini di dubbio: il Summer Outlook 2026 di Entso-E, il network europeo dei gestori dei sistemi di trasmissione, certifica che l’Italia non ha alcun problema strutturale di produzione e trasmissione. La capacità generativa nazionale è adeguata. Il problema è altrove: nella rete di distribuzione locale, quella che porta la corrente nei quartieri, nelle abitazioni, nei negozi. È lì, nei trasformatori di zona e nelle cabine secondarie, che avvengono i cedimenti. Un’infrastruttura pensata per un altro clima, per altri carichi, per un altro secolo.
Il meccanismo è noto: il picco di consumi dovuto ai condizionatori genera calore aggiuntivo per effetto Joule nei cavi. L’asfalto rovente non disperde il calore accumulato. Il sistema di controllo — per evitare incendi e danni peggiori — stacca la corrente. Il blackout non è un incidente imprevedibile: è il risultato di una rete che non è stata adeguatamente ammodernata.
I data center non c’entrano con questo blackout.
Nelle ore successive all’interruzione, si è fatta strada una narrazione che collegava il disagio alla questione dei data center previsti nel Lodigiano. Su questo tema AMA IL TUO PAESE ha posizioni nette e già espresse pubblicamente. Ma occorre essere precisi: un data center di grandi dimensioni dispone di una linea elettrica dedicata e non compete con la rete di distribuzione di quartiere. Sovrapporre i due temi significa fare disinformazione, anche involontaria. Il blackout di Lodi è un problema di infrastruttura locale obsoleta. Il tema dei data center è una questione di consumo territoriale, impatto ambientale e governo del territorio: altrettanto grave, ma distinto.
Chi paga gli investimenti mancati?
La domanda che nessuno pone con sufficiente chiarezza è questa: perché la rete di distribuzione non è stata ammodernata? I gestori energetici italiani hanno distribuito negli ultimi anni dividendi agli azionisti con payout che in alcuni casi raggiungono il 70% degli utili netti. Miliardi di euro destinati alla remunerazione finanziaria, mentre trasformatori e cabine di quartiere invecchiano. Gli investimenti annunciati — E-Distribuzione cita un piano da 2,8 miliardi per il periodo 2025-2028 — vanno nella direzione giusta, ma arrivano dopo anni di ritardo e non possono essere scaricati interamente sulle bollette dei cittadini già oggi tra le più care d’Europa.
Quello che chiediamo.
AMA IL TUO PAESE chiede che E-Distribuzione fornisca al Comune di Lodi e ai cittadini un quadro trasparente sullo stato delle cabine di distribuzione presenti sul territorio lodigiano: quante sono obsolete, qual è il cronoprogramma degli aggiornamenti, e quali garanzie esistono per i prossimi mesi estivi. Chiediamo inoltre che ARERA vigili affinché i meccanismi di indennizzo automatico previsti per le interruzioni prolungate siano applicati puntualmente, senza che i cittadini debbano attivarsi per ottenerli.
Le famiglie, gli anziani, i ristoratori, i commercianti colpiti dal blackout meritano risposte concrete — non comunicati che parlano di “situazione pesante” senza indicare responsabilità e rimedi.
Domenico Ossino Referente AMA IL TUO PAESE – Lodi


