Di Pubblicato il: 3 Ottobre 2014Categorie: Attualità

Il virus del Nilo colpisce nel Lodigiano

zanzara-2Il virus del Nilo occidentale ha fatto recentemente la sua comparsa anche in Italia, con alcuni casi di infezione in uccelli selvatici soprattutto nelle zone dell’Emilia Romagna e del Veneto, nella zona del Delta del Po.

La febbre del Nilo è una malattia virale acuta trasmessa dalle zanzare (in particolare il genere Culex) che colpisce principalmente gli uccelli e i cavalli, ma anche alcuni altri mammiferi (come ad esempio i bovini, gli ovini, i cani e i gatti) e l’uomo, causando in casi estremi encefaliti e decessi.

Il principale veicolo del virus sono gli uccelli selvatici e si trasmette quando una zanzara punge un volatile infetto: il virus entra nel circolo sanguigno della zanzara e vi rimane alcuni giorni, prima di installarsi nelle sue ghiandole salivari. Se la zanzara infetta punge un altro animale o un uomo, gli trasmette il virus e la persona o l’animale colpito possono sviluppare la malattia. Normalmente essi non sono in grado di diffondere a loro volta il virus perché la sua concentrazione nel loro sangue è insufficiente. Nell’uomo, tuttavia, il virus può essere trasmesso da trasfusioni di sangue (per questo bisogna controllare attentamente le donazioni di sangue), trapianti di organi o per via placentare. Il periodo di incubazione varia da 2 a 14 giorni dall’infezione.

Purtroppo, dopo le prime vittime nel settentrione, si è registrato un nuovo caso nel Lodigiano, a Codogno. Una 77enne ha iniziato ad avvertire i primi sintomi tipici in agosto. Oltre alla febbre accusava uno stato di confusione mentale. Dopo il ricovero all’ospedale di Codogno, l’anziana è stata portata a Lodi nel reparto di neurologia e, al momento si trova in cura a Casalpusterlengo.

Contro il virus non esistono trattamenti specifici, ed è possibile solo attenuare i sintomi della malattia.