Lodi. Domani il 5° congresso Uila: “paese impoverito, in deficit di legalità, ma cambiare si può”

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Il documento, approvato nei primi di marzo dal consiglio nazionale UILA in vista del 5° congresso nazionale in programma a Roma dal 27 al 31 ottobre prossimo, parte dalla considerazione che, mentre l’Italia è in crisi e l’Europa arranca, nel suo complesso l’economia mondiale è in continua crescita. L’Italia viene descritta come un paese impoverito, in deficit di legalità e fermo da 20 anni a causa di politiche sbagliate. Ciononostante, sostiene la Uila, “cambiare si può” perché il paese può comunque contare su un sistema produttivo vitale, anche nel mezzogiorno, nel quale il lavoro rappresenta un grande valore, anch’esso tipico del “made in Italy”. Ciò che serve, si legge in una nota stampa, è togliere i freni che impediscono la ripresa e, in questo senso, il governo Renzi rappresenta un’occasione di riforma.
Numerosi i temi specifici trattati nelle tesi, dall’agricoltura europea, al sistema agroalimentare italiano “traino per il paese”; grande spazio alla “green economy” e alle proposte di “mettere in sicurezza il territorio”, rilanciare “la forestazione produttiva” e definire una nuova politica per la pesca e il mare. Una parte delle tesi è dedicata ai temi del lavoro “protagonista della crescita”, della contrattazione e del welfare, con proposte mirate sui temi della conciliazione dei tempi di vita e lavoro, del lavoro migrante e dei giovani. Infine una parte dedicata ai cambiamenti in materia di rappresentanza sindacale e alla riforma organizzativa della Uil.


