Di Pubblicato il: 12 Aprile 2013Categorie: Attualità

Scoperti altri due inquinamenti a Comazzo e Turano, proseguono i controlli della Polizia Provinciale

roggia turano

roggia turano

Nella giornata di mercoledì 10 aprile 2013, gli agenti della Polizia Provinciale sono intervenuti nel comune di Comazzo, in località Lanca di Bocchi, a seguito di una segnalazione telefonica da parte di un pescatore che ha denunciato un fenomeno di inquinamento.

Considerata l’anomala colorazione marrone dell’acqua, il personale si è recato al depuratore di Comazzo, accertando che dall’unico scarico finale dell’impianto stava fuoriuscendo una consistente quantità di acqua di  maleodorante, di colore scuro. L’acqua stava defluendo in un piccolo corso denominato roggia Braborlone, fortemente interessata da sedimentazioni e depositi tipici dell’inquinamento idrico da reflui fognari. Per tutto il suo corso, infatti, era facilmente visibile una grande quantità di carta igienica, di assorbenti e di sacchetti vari; il tutto sempre in presenza di acqua fortemente inquinata, sia per l’anomala colorazione che per l’odore, mentre il fondo e le rive erano del tutto impregnate da fanghi e sedimentazioni. Sul posto è stato richiesto l’intervento di personale del Dipartimento A.R.P.A. di Lodi, per procedere al campionamento delle acque di scarico del depuratore comunale. Sono in corso accertamenti per verificare se l’anomala situazione sia da addebitarsi ad un mal funzionamento del depuratore o, invece, a una scarsa manutenzione il cui esito sarà riferito all’Autorità Giudiziaria.

Nella stessa giornata il personale della Polizia Provinciale è intervenuto, unitamente alle Guardie Volontarie della Provincia, nel comune di Turano Lodigiano, dove è stato segnalato un inquinamento nella roggia Cavallera Crivella. Risalendo il corso d’acqua, gli agenti hanno accertato che attraverso un colo che recapitava nella roggia si riversava un liquido nero (simile a refluo zootecnico). Dalle verifiche si è appurato uno sversamento da un vascone contenente il digestato di un impianto di biogas che, a causa del “troppo pieno”, tracimato prima sul terreno circostante e poi, per la pendenza, finito nel piccolo colo irriguo e di lì nella Cavallera Crivella. Al momento dell’accertamento, l’entità dello sversamento era modesta, ed è stato effettuato un intervento di contenimento con il posizionamento di un terrapieno e lo svuotamento parziale del mascone. Il fenomeno inquinante,  in esaurimento, non ha provocato moria o asfissia di fauna ittica.