Di Pubblicato il: 20 Marzo 2013Categorie: Attualità

Sblocco pagamenti imprese, Guerini: «Misure per liquidità sistema e sostegno economia dei territori»

Soldi

13 miliardi di euro da immettere immediatamente nell’economia reale, a favore delle imprese, sbloccando una quota, pari alle giacenze di cassa, dei residui passivi accumulati dai Comuni sino al 2012, ed una ulteriore iniezione di 5 miliardi di euro per il 2013, consentendo ai Comuni di rispettare il pareggio di bilancio senza dover forzatamente produrre avanzi.

Sono le misure previste in una proposta di legge presentata oggi alla Camera dei Deputati da un gruppo di 15 parlamentari del Partito Democratico, tra i quali Lorenzo Guerini.

«I vincoli del Patto di Stabilità Interno – osserva Guerini – sono la causa principale dei ritardi dei Comuni nell’onorare i loro impegni finanziari nei confronti del sistema delle imprese.  Queste rigide disposizioni hanno generato nei conti dei Comuni una massa ingente di risorse congelate, con il duplice effetto di paralizzare i pagamenti alle imprese e di far crollare gli investimenti degli enti locali in opere pubbliche, che tra il 2007 ed il 2011 sono diminuiti di quasi un quarto. Permettere ai Comuni di attingere liberamente almeno ad una quota di tali risorse, nei limiti delle giacenze di cassa, fornirebbe un sostegno concreto alle economie dei territori, supportando la domanda interna e contribuendo a preservare l’occupazione, con un concreto effetto anticiclico rispetto alle difficoltà di una situazione di crisi generalizzata».

La sostenibilità di questa misura per i conti pubblici è garantita dalla sua natura straordinaria, che comporterebbe un lieve peggioramento del deficit per un solo anno, senza effetti negativi permanenti.

«In questi anni il comparto dei Comuni ha già contribuito in modo sostanzioso al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica – ricorda Guerini, che sino allo scorso dicembre è stato membro del consiglio di presidenza dell’Anci – generando tra il 2007 ed il 2011 un saldo positivo di bilancio di 850 milioni, a fronte dei 37 miliardi di segno negativo della PA nel suo complesso. Tra taglio dei trasferimenti, vincoli del Patto e misure di spending review, il contributo dei Comuni al risanamento della finanza pubblica è stato tra il 2011 ed il 2012 pari a quasi 12 miliardi di euro, e nel biennio 2013-2014 questo importo è destinato a salire ad oltre 21 miliardi di euro. Si tratta di uno sforzo senza eguali nel panorama delle istituzioni pubbliche italiane, che oltretutto, se da una parte ha permesso allo Stato di compensare parte del deficit creato da altri comparti, dall’altra ha comportato gravi conseguenze per il Paese, in termini di blocco degli investimenti, riduzione dei servizi ed inasprimento della pressione fiscale locale».

Contestualmente alla proposta di legge, i firmatari hanno presentato anche una mozione, con la quale si chiede alla Camera di impegnare il Governo non solo ad adottare misure urgenti per sbloccare i pagamenti dei Comuni, ma anche a rivedere le regole del Patto di Stabilità Interno in termini meno vincolanti e ad escluderne l’estensione ai Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.

«La comunicazione con cui la Commissione Europea ha espresso un assenso indicativo alla realizzazione di un piano di “smaltimento” dei debiti della PA nei confronti delle imprese, sottraendo i relativi importi ai calcoli per la determinazione del deficit, ha messo il Governo italiano nella condizione di assumere una tempestiva iniziativa in tal senso – conclude Guerini – In attesa di verificare se e come questo orientamento verrà  concretamente seguito, la nostra proposta di legge porta il tema all’attenzione del Parlamento, fornendo un punto di partenza per l’eventuale adozione di adeguati strumenti legislativi».