Di Pubblicato il: 28 Gennaio 2014Categorie: Attualità

Santa Chiara, trasformazione in Fondazione. Per Lega e FDI è solo una spartizione di poltrone

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Lodi – È oramai ufficiale la rottura, in seguito all’incontro avvenuto questa mattina al Palazzo di Governo, in merito alle trattative tra l’Azienda servizi alla persona Santa Chiara e Comune, che intendono trasformare la casa di riposo in Fondazione, ed i sindacati (Cgil, Cisl Uil e Confsal), che vogliono invece rimanere pubblici. I circa 200 lavoratori hanno quindi avviato lo stato di agitazione.

Fra le rappresentanza politiche che si schierano contro la trasformazione sono la Lega Nord, i cui rappresentanti siedono in consiglio comunale, e Fratelli d’Italia, rappresentanza politica fuori consiglio.

«Tutela della “lodigianità”? L’Asp in questi anni ha lavorato bene. E’ curioso sentire la sinistra sentire parlare adesso di “lodigianità”» Secondo Matteo Boneschi (consgilere comunale Lega Nord) l’intenzione del Comune è solo un nuovo tentativo di collocare i propri uomini. Una spartizione di poltrone. «Non c’è nient’altro che la volontà di togliersi di torno Regione Lombardia e di nominare il consiglio di amministrazione in maniera indisturbata, garantendo compensi. Inoltre non hanno speso una parola sui lavoratori».

«Impugnaremo con i nostri legali qualsiasi atto su Santa Chiara, non tanto su ciò che è stato votato dal Comune, che comunque rappresenta un indirizzo, quanto sulle delibere del consiglio di Santa Chiara. Chiederemo una sospensiva».

«Sono sconcertato – ha dichiarato il consigliere regionale Pietro Foroni (LN) – sul fatto che secondo alcuni Regione Lombardia voleva mettere le mani su Santa Chiara. Per la Regione sarebbe addirittura un “grattacapo” in meno. La scelta per la Fondazione non è nient’altro che una privatizzazione per mantenerne un controllo politico. Una scelta che comporta grandi rischi. Le preoccupazioni dei lavoratori sono fondate: uscire dal sistema regionale, in caso di difficoltà economiche, sarebbe un bel guaio. Il modello scelto non garantisce la sostenibilità della struttura, oltre a penalizzare contrattualmente i lavoratori».

Riccardo De Corato e il rappresentante provinciale di FDI, Nancy Capezzera

Sul fronte Fratelli d’Italia è stato il consigliere regionale Riccardo De Corato a consigliare ai lavoratori ed alle sigle sindacali, incontrati in questi giorni nella sede provinciale di Lodi di FDI, di ricorrere al Tar per chiedere una sospensiva, in modo da prendere tempo. Nel frattempo l’ex vice sindaco di Milano cercherà le adesioni necessarie per presentare un’interrogazione all’assessore alla sanità, Mario Mantovani, sulle decisioni che si stanno prendendo a Lodi sulla gestione della casa di riposo sottoporre a Regione Lombardia una interrogazione. Concordi anche gli esponenti di FDI sul fatto che si tratti in realtà di “una spartizione di poltroncine”.