Riforma PAC. Foroni: “Agricoltori non vengano danneggiati da una riforma di burocrati europei. No a compromessi”
Il gruppo di lavoro formalizzatosi lo scorso 31 luglio, composto da una rappresentanza omogenea di tutte le forze politiche, nato con lo scopo di approfondire in forma dettagliata le politiche comunitarie imposte dell’Unione Europea con la Politica Agricola Comune (PAC), ha formalizzato oggi in VIII Commissione Agricoltura le proposte scaturite dal tavolo di lavoro. La Commissione Agricoltura ha approvato la proposta di risoluzione con il solo voto contrario del M5S, e verra’ presentata in aula per approvazione nella prossima seduta regionale prevista per il 10 Settembre.“Le premesse, – dichiara il Consigliere Regionale e relatore Pietro Foroni (Lega Nord), chiamato a una guida di responsabilità del neo-insediato gruppo di lavoro – Vorrei ricordare che la futura riforma imposta dall’Europa prevede tagli alle sovvenzioni di oltre il 30%. I più danneggiati saranno nostri agricoltori, che si troverebbero ad affrontare altri disagi in un settore che già soffre di carenze strutturali e adeguati incentivi per l’intero comparto”.
“Il gruppo di lavoro ha affrontato le problematiche con la dovuta e necessaria tempestività che l’argomento merita, elaborando una risoluzione che ha la finalità di difendere e tutelare il nostro comparto agricolo che, per le sue peculiarità, rappresenta l’eccellenza del sistema produttivo regionale, in modo particolare per quello lodigiano”.
“Abbiamo chiesto alla Giunta, per mezzo dell’Assessore competente Gianni Fava, di impegnarsi a seguire con la massima attenzione tutto il percorso negoziale della riforma, sia per tramite delle autorità nazionali sia con quelle comunitarie”.
“Riteniamo fermamente inaccettabile che la riforma abbia come conseguenze una riduzione sia degli aiuti, ma in modo particolare dei finanziamenti necessari a un comparto strategico che per sua natura richiede elevati impieghi di capitale che è indispensabile per le nostre produzioni intensive e di alta qualità”.
“La risoluzione, inoltre, chiede una netta presa di posizione sulla differenziazione dei pagamenti che devono avvenire sulla base di aree omogenee (regionalizzate) i cui confini dovranno essere dettati da parametri economici ed agronomici e non strettamente amministrativi, come l’Europa vorrebbe imporre”.
“Abbiamo anche chiesto che siano previsti, nelle proposte per il nuovo PSR 2014-2020, indirizzi di sviluppo dell’economia lombarda che la rendano più competitiva nel libero mercato e garantiscano una decisa ripresa fornendo aiuti reali alle imprese che intendono investire con piani economici di sviluppo strategico”.
“La Lombardia non deve essere trattata sulla sorta di altre aree regionali, ma al contrario deve essere riposizionata nel giusto ruolo che ha avuto in passato, ponendo il comparto agricolo e agroalimentare tra le migliori eccellenze europee. Per questo motivo, abbiamo chiesto che prima dell’approvazione definitiva della nuova PAC da parte del Parlamento europeo, via sia una convocazione di una Conferenza programmatica sulla PAC allo scopo di identificare le azioni più opportune per valorizzare le risorse assegnate al sistema Italia, nonché per individuare una proposta comune di riforma della PAC che rispetti le peculiarità della nostra agricoltura e del nostro territorio”.
“Riteniamo, infine, in accordo con la VIII Commissione competente, che entro la primavera del 2014, siano convocati gli Stati Generali dell’Agricoltura, allo scopo di individuare le azioni comuni necessarie a rilanciare il settore primario tra le priorità delle politiche economiche nazionali ed europee”.
“La nostra determinazione è far si che i nostri agricoltori non vengano minimamente danneggiati da una riforma imposta da burocrati europei. Vogliamo tutelare l’intero comparto e siamo determinati nel proseguire le politiche messe in atto fin dai primi giorni del nostro insediamento, finanziando i nostri agricoltori con l’anticipo dei contributi previsti dalla PAC pari ad oltre 300 milioni di euro che sarebbero dovuti arrivare dall’Europa”.
“Siamo decisi – conclude il Consigliere Foroni – a non accettare soluzioni che siano di compromesso e men che meno di disagio alla nostra agricoltura regionale. È giunto il momento, che sia l’Europa ad adeguarsi alle nostre esigenze e non il contrario, con i tristi risultati purtroppo davanti agli occhi di tutti”.


