Lodi. Sicurezza. Procuratore: «Servono carceri e pene alternative. Strumentalizzazione stampa deve cessare». Calipari: «Lotta corruzione, Italia superata da Paesi africani»

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La sala Granata della Biblioteca Civica di Lodi ha ospitato questa mattina un interessante convegno sulla Sicurezza e l’Ordine Pubblico, tenuto dal COISP, Sindacato di Polizia, che nell’anteprima ha confermato all’unanimità il Sostituto Commissario Silvana Tomaselli quale Segretario provinciale lodigiano.
All’incontro hanno preso parte, oltre a Franco Maccari (segretario Nazionale COISP), anche l’On. Rosa Villecco Calipari (PD) ed il Procuratore Capo di Lodi, Vincenzo Russo.
Sono stati toccati diversi temi all’interno di una riunione intensa e costruttiva, senza inutili divagazioni, osservando il tema della sicurezza pubblica da diverse posizioni, dall’occhio critico del cittadino e quello evolutivo del politico, ma, soprattutto, dal lato del poliziotto che si ritrova, come dice Maccari “in un periodo nel quale non si può pretendere di migliorare, ma mantenere i diritti acquisiti”, facendo riferimento ai tagli continui che colpiscono il comparto sicurezza, proprio in un momento nel quale c’è bisogno di un segnale forte di presenza e controllo del territorio, dove le forze dell’ordine devono farsi sentire vicine ai cittadini.
La Calipari ha proposto una maggior coesione tra le forze dell’ordine, cercando di evitare sprechi e manovre semplicemente di facciata, come proporre l’esercito o le ronde a controllo del territorio: non è possibile infatti ricorrere ad aiuti per la sicurezza contando su chi non ha poteri di polizia giudiziaria e non può effettivamente operare. Questa unione è ben vista anche dalla comunità europea, che prevederebbe un numero 112 unico: cosa che ancora non è stata attivata sul territorio e che provoca pesanti sanzioni contro l’Italia.
Tra i tanti punti toccati dalla Calipari anche i taglia alla DIA e la corruzione. Una piaga quest’ultima, che va combattuta con armi più pesanti: si parla in un sondaggio dell’Eurispes di un gradimento dei cittadini verso le forze dell’ordine pari al 75%, in contrapposizione però troviamo l’Italia al 72° posto della graduatoria mondiale nella lotta contro la corruzione, con Paesi africani, ad esempio, che hanno sorpassato il Belpaese.
In chiusura importante intervento del Porcuratore Capo della Repubblica, Dott. Russo, che ha evidenziato dal lato umano semplici spaccati di vita quotidiana di un Paese che ha la necessità di cambiare. Il Procuratore ha fatto cenno sulla mancanza di istituti carcerari, che vanno essenzialmente costruiti, sulle forme di pena alternative da applicare assolutamente. “E’ assurdo che un rom – ha spiegato con chiare parole Russo – debba scontare la propria pena con agli arresti domiciliari all’interno dello stesso campo rom. È un fatto inutile e dannoso”.
Russo ha poi fatto cenno alla “strumentalizzazione della stampa verso le immagini che continuamente riempiono le prime pagine di giornali e telegiornali, mostrando poliziotti che picchiano: ma questa è solo una reazione ad uno Stato che permette di mandare a manifestare persone armate di spranghe, bastoni, caschi e scudi, in ogni luogo e ad ogni ora, trasformandosi di fatto in guerriglieri. È ora che una simile strumentalizzazione cessi. Nel nostro mondo ci sono regole da rispettare semplicemente perché vanno tutelati i valori.” L’esempio finale è chiaro e limpido: “noi usiamo il casco in moto perché dobbiamo preservare le nostre vite. Così dobbiamo salvaguardare le regole della nostra comunità.”



