Lodi. Sfratti. «Istituzioni “complici” dei disonesti», il disperato appello della proprietà (+VIDEO)

18 giugno 2014,collura,problema insolvenza pagamenti affittuari

Aurora Collura, lancia il suo appello alle istituzioni
Lodi. Di attualità più che mai, il tema degli sfratti si sta facendo spazio nelle cronache locali. Complice la crisi, ma forse non sempre. Infatti, questa volta, a gridare la sua disperazione non è una famiglia di inquilini, bensì la proprietà, stretta nella morsa del sistema bancario, del fisco e della scarsa tutela. Quella tanto sbandiera tutela sociale, sempre più unilaterale.
E’ questo che Aurora Collura, siciliana di origine, ma a Lodi da 46 anni vuole denunciare con tutta la forza che la contraddistingue. Di seguito il racconto in prima persona. (IL VIDEO)
«La mia storia di imprenditrice inizia per la necessità di avere un lavoro, decidendo di investire su me stessa e mettendomi in gioco in prima persona. Così ho iniziato nello stabile dove vivo tutt’ora ad acquisire piccoli immobili (gravati da mutui) con tanti sacrifici. Tutto bene, con le ovvie difficoltà d’impresa, fino al 2007-2008, quando la crisi ha iniziato a travolgere le famiglie. – racconta la Collura. – Una storia comune, certo, di vicende che purtroppo siamo abituati a sentire. Vero. Ma dall’altro canto qui inizia anche una “discriminazione al contrario”. Infatti, alcune delle famiglie (quasi tutte straniere) hanno iniziato ad approfittarsi della situazione, ahimè, con la “complicità” delle istituzioni. Istituzioni che – il Comune nello specifico – intervengono con contributi a sostegno dell’affitto: causa nobile, va da sé, se non fosse per il fatto che tale contributo non finisce mai nelle mani della proprietà. Anch’io sono una onesta cittadina residente! Sociale vuol dire solo avere solo diritti senza doveri?».
Parte da qui l’accorato appello, puntando il dito contro le istituzioni: «Spesso le famiglie sono incitate a “delinquere” proprio dalle istituzioni e diventano premeditate: sapendo che non pagando si arriverà allo sfratto, si avranno maggiori possibilità di entrare in possesso di una casa popolare. Oltre il danno la beffa, a spese mie e di tutti i contribuenti lodigiani.»
«Ieri per uno sfratto, già consolidato a settembre 2013, doveva essere presente per legge un’assistente sociale che, però, non si è mai presentata e neppure si è fatta trovare. Con grande soddisfazione degli inquilini. Esasperata da tutto questo, e nel momento di disperazione assoluta, avevo deciso di darmi fuoco sul posto se non fosse stato eseguito lo sfratto. Ora ho altri 7 sfratti in programma a breve, entro ottobre.»
«In tutto questo, inoltre, ho dovuto subire numerose minacce di ogni tipo, atti di vandalismo all’automobile (una volta è stata incendiata). Per questo ho sporto diverse denunce, che purtroppo non hanno sortito alcun effetto. Anche la Prefettura, che ha accolto una mia richiesta di aiuto per una situazione tremenda e anche di paura, alla fine mi ha risposto “che non è una loro competenza”.»
«Chiedo che le Politiche Sociali del Comune collaborino e aiutino persone come me, che non hanno nessun tipo di pregiudizio e che anzi, hanno sempre agevolato gli inquilini. Chiedo che le Politiche Sociali del Comune attuino una sorta di “mediazione”, tutelando così non una sola parte, ma entrambe. Tutti i cittadini vanno tutelati, soprattutto quelli onesti.»
«Non è più solo un fattore economico, seppur gravissimo. Che io sia rovinata passi, ma dopo 46 anni che sono una cittadina lodigiana modello, voglio che la mia dignità resti integra. Oppure dovrò essere costretta a compiere gesti estremi?»


