Lodi. Santa Chiara, nuovo comitato: “La casa di riposo resti ai lodigiani”

comitato santa chiara

Il comitato “Per Santa Chiara ai lodigiani”
Segnaliamo che nella giornata odierna, presso la sala “Marco Magrini” di Palazzo Broletto, si è tenuta la riunione costitutiva del comitato “Per Santa Chiara ai lodigiani”, che ha lo scopo di promuovere la trasformazione della Casa di Riposo di Lodi in Fondazione, per scongiurarne la regionalizzazione e garantire la continuità del rapporto tra la storica istituzione assistenziale, la città ed il territorio. Di seguito il documento sottoscritto dagli aderenti:
“La Casa di Riposo Santa Chiara è nel cuore dei lodigiani. Da sempre. La sua storia è intrecciata intimamente con la storia della città. E’ una storia di accoglienza, di attenzione e di cura nei confronti delle persone più deboli, oggi soprattutto gli anziani non autosufficienti. E’ una storia fatta di azioni concrete di cittadini lodigiani, che con la loro generosità ed i loro lasciti hanno contribuito a farla diventare un servizio importante per le persone anziane, così come lo conosciamo oggi.
Nel corso degli ultimi anni, Santa Chiara ha affrontato un intenso percorso di ristrutturazione grazie al quale la Casa di Riposo di Lodi ha raggiunto elevati standard di qualità, sia per quanto riguarda l’accoglienza ed il confort degli spazi sia per l’ampliata dotazione di servizi, tra i quali un “Nucleo Alzheimer” che risponde concretamente ad un bisogno drammatico e crescente ed un “Centro Diurno Integrato” che permette a molte persone anziane non autosufficienti di ricevere cura e assistenza durante la giornata per poi fare ritorno la sera nel proprio ambito domestico e familiare. Ai suoi ospiti, oggi Santa Chiara garantisce l’assistenza medica anche in fascia notturna, la terapia del dolore ed una vasta gamma di prestazioni specifiche per persone colpite da patologie gravi. La Casa di Riposo fornisce anche apprezzati ed importanti servizi al di fuori della struttura di via Gorini, quali l’assistenza domiciliare integrata e l’aiuto ai familiari di persone affette da Alzheimer. Gli obiettivi di migliorare la qualità dei servizi ed ampliare l’offerta di prestazioni sono stati peraltro conciliati con quello, fondamentale, di contenere i costi a carico degli assistiti. Questo impegnativo percorso si è sviluppato anche con il sostegno costante e con la piena condivisione dell’amministrazione comunale, a conferma di una unità di intenti che ha saputo riconoscere come interesse prioritario della nostra comunità l’esigenza di garantire una adeguata assistenza ai lodigiani che nel corso della vecchiaia manifestano la necessità di cure.
Santa Chiara è quindi una realtà in piena evoluzione, attenta ai bisogni, vecchi e nuovi, della popolazione anziana. L’immediato futuro pone tuttavia Santa Chiara di fronte ad un bivio: la normativa regionale stabilisce infatti che alla scadenza del “Consiglio di Indirizzo” (l’ex Consiglio di Amministrazione), in carica sino al mese di maggio, la Casa di Riposo diventi un servizio regionalizzato, secondo il modello gestionale dell’Azienda Sanitaria Locale e dell’Azienda Ospedaliera, con a capo un Direttore Generale, di nomina regionale, incaricato del governo delle attività e del patrimonio. Per evitare la regionalizzazione, la Casa di Riposo deve abbandonare l’attuale costituzione in Azienda di Servizi alla Persona ed assumere una nuova forma, come quella di una Fondazione.
Noi tutti abbiamo a cuore le sorti di Santa Chiara e dei suoi ospiti e crediamo fortemente che la gestione autonoma della Casa di Riposo, profondamente legata alla città ed al territorio, così come avviene da sempre, sia una garanzia fondamentale per preservare un servizio di qualità ai nostri concittadini anziani ed alle loro famiglie.
Per questo riteniamo che Santa Chiara si debba trasformare in Fondazione e debba continuare ad essere gestita dai lodigiani, mantenendo uno stretto rapporto con la realtà locale e le sue istituzioni, a partire dal Comune di Lodi. Concordiamo pertanto con la scelta verso la quale il Consiglio di Indirizzo è orientata, così come l’amministrazione comunale, che ha già espresso la sua posizione in proposito con un apposito atto. Allo stesso tempo, sottolineiamo positivamente l’impostazione data al redigendo statuto della Fondazione Santa Chiara Onlus, nel quale sono tra le altre cose previsti: una diretta responsabilizzazione del Comune ed un sempre più stretto legame tra l’ente locale e la Casa di Riposo; il mantenimento della natura pubblica dell’organismo; la garanzia per i lavoratori attuali e futuri dell’applicazione del contratto del pubblico impiego, comparto Autonomie Locali, e di tutti i relativi istituti contrattuali in essere; la valorizzazione del volontariato come preziosa risorsa in ausilio alle attività di assistenza e sostegno agli ospiti.
Per tutte queste ragioni faccian o appello alla Regione Lombardia, al Comune di Lodi ed ai cittadini, perché la casa di riposo Santa Chiara rimanga ai lodigiani.”
Claudio Anzi (già presidente Casa di Riposo Santa Chiara)
Antonio Cuccia (già direttore sanitario Ospedale Maggiore di Lodi)
Carlo Daccò (già responsabile di settori pastorali della Diocesi di Lodi)
Aurelio Ferrari (già sindaco di Lodi e presidente Fondazione Danelli)
Antonino Giliberto (presidente Centro Tutela Anziani)
Lorenzo Guerini (già sindaco di Lodi)
Biase Giovanni Iezzi (già primario geriatria e docente universitario, responsabile culturale Avulss)
Carlo Lagomaggiore (già presidente Casa di Riposo Santa Chiara)
Adriano Landi (già presidente Casa di Riposo Santa Chiara)
Conchita Lopez (già neurologa Ospedale Maggiore di Lodi)
Piergiuseppe Malaraggia (già presidente Casa di Riposo Santa Chiara)
Alessandro Manfredi (presidente provinciale Auser)
Carlo Ovena (presidente onorario Centro Tutela Anziani)
Ferruccio Pallavera (direttore “il Cittadino”)
Luisa Picech (già presidente Casa di Riposo Santa Chiara)
Adele Riboni (già presidente Azienda Farmacie Comunali)
Stefano Taravella (direttore Unitre Lodi)


