Di Pubblicato il: 4 Dicembre 2014Categorie: Attualità

Lodi. Avete mai pensato di trovare un estraneo ai domiciliari in casa vostra?

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Il condominio in via Po dove si trovano gli immobili della signora Collura e solo un'immagine delle condizioni in cui vengono vandalizzati gli appartamenti

Il condominio in via Po dove si trovano gli immobili della signora Collura e solo un’immagine delle condizioni in cui vengono vandalizzati gli appartamenti

Lodi – Italia, anno 2014. Avete mai pensato, tornando a casa vostra o in un vostro immobile, di poter trovare uno sconosciuto adagiato sul divano? E per giunta agli arresti domiciliari, proprio lì, nella vostra proprietà? Impossibile dite voi. Invece è successo ad Aurora Collura, la piccola imprenditrice “self-made” di Lodi, proprietaria (si fa per dire) di 15 immobili – gravati da mutuo – messi in affitto ammobiliati. E’ solo una delle ultime paradossali vicende all’italiana di cui è rimasta vittima la signora Collura. Dopo aver tentato, invano, di mettersi in contatto con l’inquilino moroso irreperibile da mesi, con non poca fatica riesce ad entrare nell’appartamento e scopre che in quell’appartamento, inoltre probabilmente abusivamente sub-affittato, vi erano due estranei egiziani, di cui uno agli arresti domiciliari per reati collegati allo spaccio di stupefacenti. Il giudice del tribunale di Piacenza, infatti, aveva tenuto per buono il domicilio indicato dallo straniero. Si poteva presentare un’istanza direte voi, fare un’azione legale. Ma i lettori avranno già un’idea della Legge nel Belpaese… La Collura ha atteso buona buona che il balordo scontasse la sua pena di 6 mesi (da maggio a ottobre) e l’appartamento si è liberato più in fretta che ricorrere per vie legali.

E’ solo un tassello, però molto significativo, delle difficoltà che deve affrontare la Collura per poter sopravvivere e tentare di continuare a lottare per contenere i danni. Di questa piccola imprenditrice le cronache recenti ne avevano già raccontato le peripezie per destreggiarsi fra inquilini, quasi tutti stranieri, che non pagano l’affitto, sistema creditizio bancario, tasse e anticipi di imposte varie (“perchè non le paga la banca, visto che la vera proprietaria e lei”, dice la Collura), messe a norma degli impianti, burocrazie varie e, come se non bastasse, minacce alla propria persona e immobili vandalizzati. Oltra al danno la beffa.

E poi ci sono gli sfratti. Per liberare un immobile la trafila è lunga, costosa e sempre complessa. Tralascio i numerosi passaggi ed alcuni demenziali aneddoti che coinvolgono più enti. Vi sarà facile a questo punto lavorare di fantasia. Solo una chicca merita di essere raccontata: pochi giorni fa la signora Collura era alle prese con l’ultimo sfratto alle presenza anche delle forze dell’ordine. «Un agente – ha raccontato  la Collura – per incentivare la famiglia ad andarsene ha dovuto convincerli dicendo loro che se vi fosse stata una proroga avrebbero perso il diritto alla graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare»

Aurora Collura

Aurora Collura

Ciliegina sulla torta per la Collura (che ha pagamenti in arretrato da incassare – se ci riuscirà – un totale per oltre 80mila euro), sono taluni sostegni economici sociali dati dal Comune riconosce a queste famiglie e, neanche a dirlo, mai intascati dall’interessata. «Il Comune aiuta gli inquilini che poi non pagano l’affitto. Ho fatto numerosi solleciti al Broletto, ma l’assessore ai servizi sociali non ha trovato nessuna soluzione concreta alla mia situazione e anzi, ho saputo che quasi tutti gli ex inquilini vivono in case popolari. Il Comune aiuta solo loro, perchè non me, onesta cittadina che ha sempre pagato le tasse?. Chiedo al sindaco Uggetti di volermi ricevere e di darmi delle risposte».