Di Pubblicato il: 29 Gennaio 2014Categorie: Attualità

L’ampliamento del termovalorizzatore di Castiraga preoccupa i cittadini. Fratelli d’Italia chiede di fare chiarezza

fratelli italia ecowatt

Rosita Sari (consigliere di opposizione in consiglio comunale a S.Angelo, Nicola Buonsante (sindaco di Borgo S.Giovanni), Nancy Capezzera (responsabile provinciale FDI) e Giuseppe Carlin

Lodi – Fratelli d’Italia solleva perplessità e preoccupazioni in merito alla richiesta della Ecowatt Vidardo Srl di Castiraga di ampliare la struttura, per essere precisi sul “Progetto di modifica all’impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili mediante combustione di biomasse non da rifiuti e da rifiuti non pericolosi totalmente e parzialmente biodegradabili “. (VEDI la richiesta sul sito della Regione). Per il “nulla osta”, oltre all’indirizzo del Comune di Castiraga Vidardo, l’ente interessato è la Provincia di Lodi.

Trattasi di un inceneritore, oppure, per usare una bella parola, “termovalorizzatore”. «Sì, ma cosa si brucia? Cosa va nell’aria? Tutto è sotto controllo? C’è pericolo per la salute e/o per l’ambiente?». Sono queste le domande alla quale vorrebbero avere risposte da chi di dovere, gli esponenti di FDI sia in consiglio comunale a Sant’Angelo Lodigiano, attraverso una interrogazione con risposta scritta, sia gli esponenti provinciali che – hanno fatto sapere in una conferenza stampa tenutasi oggi – vogliono farsi portavoce dei cittadini dei comuni interessati, perlomeno di quelli limitrofi. Insomma, tanto per stare in tema, sentono “puzza di bruciato” e chiedono di fare chiarezza: «Come mai la richiesta è stata depositata in Provincia proprio alla vigilia di capodanno, periodo in cui può essere che certe cose passino in sordina… Come mai una società che ha avuto forti perdite in termini economici, oggi chiede addirittura di raddoppiare gli impianti?»

Ma a guardare da sempre con forti dubbi i camini dell’impianto, sono anche i cittadini stessi, preoccupati di cosa si è riversato e cosa si riversa nell’aria.

In origine Ecowatt, (nata come impianto virtuoso, definito dall’allora ministro verde Ronchi come innovativo) avrebbe dovuto bruciare gli scarti di lavorazione di una cartiera adiacente. Poi purtroppo la cartiera è fallita e il bruciatore con il tempo è diventato a combustibile da rifiuto (CDR), cioè il rifiuto dei rifiuti.

Nel 2009, in seguito ad un blitz dei Carabinieri del NOE, la Provincia aveva sospeso le autorizzazioni. Poi, tra un adeguamento e l’altro, Ecowatt ha proseguito nell’attività, mentre i dubbi dei cittadini sono rimasti, rinvigoriti oggi dalla nuova richiesta.