Export lodigiano in contrazione

import-export

L’interscambio lodigiano ammonta a 3.135 milioni di euro, in calo dell’1% rispetto a un anno fa. Il saldo della bilancia commerciale si conferma negativo (-879 milioni di euro, ridimensionandosi rispetto ai -982 milioni del 2013).
Dove sono destinati i nostri prodotti? A livello di macro aree l’Europa, con un volume di 993 milioni di euro, si conferma il principale mercato di sbocco per le merci locali (88%), con un incremento del 4% nel confronto tendenziale e un calo pari a -3% in quello congiunturale. Restringendo il campo ai singoli Paesi possiamo osservare un flusso di esportazioni del 33% verso la Spagna, in calo tendenziale del 9%, del 18% verso la Francia, in aumento del 12%, dell’11% verso la Germania, in aumento del 14%. All’Asia solo il 7% dei prodotti lodigiani, pari però a -7% rispetto all’anno precedente. I dati relativi al singolo trimestre evidenziano una riduzione del 21% nel confronto tendenziale e del 7% in quello congiunturale. Su 76 milioni di euro esportati in questo continente, il 17% è diretto in Cina, il 14% a Singapore, l’8% in Giappone, l’8% ad Hong Kong e Corea del Sud.
La manifattura ingloba la stragrande maggioranza di prodotti esportati (99%). Una disaggregazione più dettagliata consente di evidenziare che computer, apparecchi elettronici e ottici rimane la categoria più esportata (29% sul totale), in calo tendenziale dell’8%. Seguono sostanze e prodotti chimici con il 21% e gli apparecchi elettrici con il 13%, mentre i prodotti alimentari, bevande e tabacco raggiungono l’11%, in aumento del 121%. Questo cospicuo aumento è dovuto a un balzo del 282% dei prodotti delle industrie lattiero casearie che vanno a incidere per il 59% sul totale degli Alimentari, assieme all’aumento del 307% degli Altri prodotti alimentari, la cui incidenza è del 16%. In calo invece del 6% l’export di frutta e ortaggi lavorati e conservati.
Il Lodigiano importa invece per 2.007 milioni di euro, un dato diminuito del 3% da un anno a questa parte. Al contrario, il confronto eseguito su dati non cumulati, evidenzia stabilità sia a livello tendenziale (-0,18%) che congiunturale (-0,75%). Il dato regionale registra un calo del 3% rispetto a un anno fa e sostanziale stabilità se si considera il dato trimestrale. La quota di importazioni dall’Europa pari al 74% è in aumento del 6%. In particolare le merci provenienti dall’Asia incidono per il 26% sul totale, con una forte riduzione del 23% rispetto al 2013. Si registra poi un 24% di prodotti europei proveniente dalla Francia, un 21% dalla Germania e un 11% dai Paesi Bassi. Le merci asiatiche in importazione invece provengono quasi esclusivamente dalla Cina (97%). Si importa il 23% di prodotti alimentari e bevande (in aumento del 21% tendenziale), il 26% in computer, apparecchi elettronici e ottici (in calo del 21%), un 13% di sostanze e prodotti chimici (in calo del 4%), un 14% di sostanze e prodotti chimici e un 9% di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-6%).


