Discarica di Cavenago. “Nessun ostacolo per l’innalzamento. Nessun motivo di vulnerabilità geotecnica”

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A darne notizia è il Vice Commissario Straordinario della Provincia di Lodi, delegato all’Ambiente, Mariano Savastano, che nei giorni scorsi ha incontrato la professoressa Cristina Jommi, docente del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico, che il 20 luglio era stata incaricata di redigere lo “Studio della potenziale vulnerabilità dei terreni di fondazione della discarica di Soltarico – Cavenago d’Adda – a seguito di istanza di sopralzo”.
“Il Politecnico ci ha fatto pervenire lo studio integrale, completo di tutta la parte delle rilevazioni e considerazioni scientifiche”, dichiara il Vice Commissario Mariano Savastano, che sottolinea il giudizio finale del Politecnico, e cioè che “dalle verifiche effettuate non si riscontrano motivi di vulnerabilità geotecnica che sconsiglino il sopralzo, purché le pendenze delle scarpate di contenimento laterale vengano ridotte, riportandole ai valori già adottati per la porzione di discarica già sfruttata”.
L’affidamento dell’incarico al Politecnico di Milano, istituzione scientifica di provata competenza internazionale e super partes rispetto agli attori coinvolti per legge nelle procedure autorizzative, era stato deciso dall’Amministrazione provinciale di Lodi dopo le perplessità manifestate a più riprese dal Comitato contro l’ampliamento dell’impianto Ecoadda. Palazzo San Cristoforo, pur non obbligato dalla normativa, aveva assicurato che avrebbe tenuto conto dell’esito della verifica scientifica nell’iter per autorizzare l’innalzamento di circa 2 metri e mezzo del profilo della discarica, che preluderebbe all’utilizzo dell’impianto per altri tre anni circa. La delibera di indirizzo risale al febbraio scorso, ma l’incarico vero e proprio è stato assegnato a luglio. “Incontrando la scorsa estate il Comitato e l’Amministrazione comunale di Cavenago d’Adda – spiega il Vice Commissario Savastano – mi ero personalmente impegnato a dar corso all’incarico e a fare in modo che i tempi non si dilatassero ulteriormente. Adesso che le conclusioni sono protocollate e sono agli atti, ci sono tutti i presupposti perché venga convocata anche la conferenza di servizi per l’Autorizzazione Integrata Ambientale”.
Nella sintesi dei risultati dello studio, ricordando che secondo la nuova Classificazione Sismica Nazionale Cavenago d’Adda risulta in zona di classe 4, e cioè a bassissimo rischio, il Politecnico affronta il problema del carico limite per il terreno di fondazione della discarica, spiegando che “in una struttura di dimensioni di pianta così estese non si possono verificare meccanismi di collasso generalizzato”. E aggiunge che “i dati raccolti, che in alcuni casi arrivano a profondità dell’ordine delle centinaia di metri, sono risultati sufficienti a verificare che tutta l’area in esame è costituita da alternanze di strati sabbiosi e argillosi, senza particolari criticità nei confronti della tenuta del sistema, anche a seguito del sopralzo… Il massimo cedimento differenziale che potrebbe essere indotto dal sopralzo può essere stimato in circa l’1% di quello già maturato in passato. Il valore appare ininfluente sulla tenuta del sistema che, allo stato attuale, appare essere del tutto garantita”.
Come già aveva fatto l’ARPA in sede di conferenza di servizi per la VIA – e come contenuto del resto nelle prescrizioni finali che compongono il parere positivo di Valutazione di Impatto Ambientale – anche il Politecnico si è poi concentrato sulle pendenze delle scarpate previste dal progetto di innalzamento – 41 gradi contro i 28 attuali – giudicate eccessive. “Questo aspetto – conclude lo studio – appare l’unica criticità riscontrabile nel progetto… Si suggerisce pertanto di ridurre le pendenze del sopralzo a valori che consentano di garantire la stabilità del capping”, e cioè delle procedure di copertura finale dell’impianto, evitando lo scivolamento dei materiali. Il Politecnico conclude con un suggerimento: “mettere in opera un semplice sistema di monitoraggio topografico delle scarpate esistenti durante l’ultima fase di sfruttamento, verificando così in tempo reale la tenuta delle stesse, a seguito del sopralzo”.
“Accogliendo la richiesta di ulteriori indagini da parte del Comitato dei cittadini di Cavenago, la Provincia si è fatta carico di ottenere un parere autorevole e terzo rispetto all’ipotesi di innalzamento avanzata da Ecoadda – conclude il dottor Mariano Savastano -. Ora bisognerà tenerne conto nella prossima fase dell’iter autorizzativo, anche se va detto che le conclusioni cui è arrivato il Politecnico sono le stesse raggiunte in sede di conferenza di VIA e che si sono tramutate già in prescrizioni cui attenersi nell’eventuale realizzazione del progetto”.
Il testo integrale dello studio del Politecnico con le relative conclusioni è disponibile sul sito istituzionale della Provincia di Lodi www.provincia.lodi.it, cliccando sul link delle news del Vice Commissario Straordinario e da lì sulla pagina Ambiente.


