Di Pubblicato il: 11 Dicembre 2013Categorie: Attualità

Innalzamento discarica Cavenago. Comitato: “La relazione del Politecnico? Nessun dato sulla portanza. Copia e incolla da 10mila euro”

18 dicembre 2012,protesta ampliamento discarica soltarico

Una foto con uno striscione di protesta all’ingresso della discarica, durante l’inverno passato

Dopo l’interrogazione presentata in questi giorni dell’eurodeputato Carlo Fidanza (FdI) alla commissione europea, in merito all’iter avviato per l’innalzamento della discarica di Cavenago, la questione sembra riservare altre sorprese.

Questa mattina, infatti, il referente del Comitato “No ampliamento alla discarica”, Mario Forti, ha illustrato assieme all’ex assessore provinciale Nancy Capezzera (che da alcuni anni ha oramai sposato la causa) le presunte irregolarità sull’ultima relazione “super partes” della Provincia di Lodi – affidata alla prof. Jommi del Politecnico di Milano. Il punto cardine resta sempre quello della “portanza” del terreno su cui poggia la discarica: nella relazione del geologo Pesce – eseguita per conto di Ecoadda Srl (società che gestisce la discarica) – il dato viene espresso in 30,2 tonnellate per mq, mentre in quella eseguita dal geologo Anelli per contro del Comitato sarebbe invece di 12,4 t/mq. Dati nettamente discordanti. La perizia del Politecnico è stata illuminante? Carte alla mano il Comitato dice «no, perché nella relazione non c’è traccia di questi dati, anche se la determina di incarico dell’ente riporta in oggetto proprio l’affidamento dell’incarico per ‘la definizione geologica dei terreni su cui poggia la discarica Ecoadda e la tenuta della stessa’».

Ricordiamo che il dato relativo alla portanza è, in sintesi, il peso che il suolo può sopportare senza che venga compromesso il fondo della discarica, da cui potrebbe conseguirne una perdita di percolato che potrebbe inquinare la falda acquifera, come si riscontrò nel 2012 nel sito in località Coste Fornaci. «Siamo stupiti che non ci sia un dato sulla portanza, punto su cui si basa tutto», dichiara Forti.

Ma che sconcerta il Comitato, inoltre, è il fatto che la prof. Jommi non sarebbe un geologo, bensì un ingegnere. Per questo gli attivisti hanno formalmente chiesto delucidazione alla commissione disciplinare dell’ordine dei Geologi della Lombardia, in merito alle competenze e all’iscrizione all’albo della professionista che, stando sempre a quanto riferito dal Comitato, non avrebbe le carte in regola per poter eseguire una relazione specifica. «Denunceremo la cosa anche al rettore del Politecnico», fanno sapere dal Comitato. «Ci sembra evidente che si tratta in buona parte di un copia e incolla, costato 10mila euro, della relazione del geologo Pesce, senza che la professoressa abbia mai nemmeno visto la discarica e non abbia fatto nessun tipo di test sul posto».

Nella missiva inviata all’ordine dei geologi, si legge: “la prof. Jommi Cristina, dai documenti consegnati non si evince essere iscritta ad alcun ordine regionale dei Geologi (…). Si segnala che la relazione non presenta inquadramento geologico, geotecnico, idrogeologico, propedeutico alla definizione del modello geologico così come richiesto dalle NTC (Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni – D.M. 14/01/2008)”

Intanto l’iter prosegue e domani, 12 dicembre, si terrà in Provincia la seconda conferenza dei servizi. I rappresentanti del Comitato si aspettano che vengano valutate anche queste ultime denunce e fanno sapere che, nel frattempo, la Procura starebbe avviando ulteriori indagini in seguito all’esposto già presentato mesi fa dal Comitato.

«Tutta questa vicenda – ha concluso l’ex assessore Capezzera – è una porcata. Dietro quelle montagne di rifiuti ci sono montagne di soldi pubblici sprecati per la mal gestione di varie società partecipate in tanti anni da una certa “parte politica”. La nostra è una battaglia vera di legalità, soprattutto per la tutela dell’ambiente, e i cittadini dovranno sapere la verità».