Dimezzato il numero di alloggi sociali che potrà essere assegnato ai non residenti a Lodi

via marchi new
Scende dal 10 al 5 per cento, sul totale delle disponibilità, la quota di alloggi sociali che potrà essere assegnata a richiedenti non residenti a Lodi. E’ questa l’unica, ma significativa, novità del bando 2013 di edilizia residenziale pubblica, approvato il 25 giugno della giunta municipale e in pubblicazione dal prossimo 1 luglio (presentazione domande dall’1 settembre al 31 dicembre, presso i Caf delle organizzazioni sindacali convenzionati con il Comune).
La decisione presa dalla giunta si pone anche l’obiettivo di stimolare risposte al problema abitativo da parte degli altri Comuni del territorio: «Pur in una situazione che negli ultimi anni si è fatta sempre più difficile per gli enti locali – sottolinea l’assessore ai lavori pubblici, Enrico Brunetti – Lodi ha trovato risorse ed energie per investire nella realizzazione di nuovi insediamenti, come quello presso l’ex Atm inaugurato nel 2010 e quello in fase di ultimazione in via Marchi, incentivando anche l’edilizia convenzionata, che può offrire soluzioni di locazione a canoni inferiori a quelli medi di mercato. Comprendiamo il disagio degli altri Comuni, ma il capoluogo non può farsene interamente carico».
Oltre ai 17 nuovi alloggi di via Marchi, un importante contributo al potenziamento della dotazione di edilizia residenziale pubblica è atteso dall’attuazione di una innovativa misura prevista dal Piano di Governo del Territorio: «In sostanza – ricorda l’assessore Bonaldi – le iniziative immobiliari di operatori privati devono comprendere una quota minima di edilizia sociale, da realizzare a spese appunto dei privati e da cedere al patrimonio pubblico. Solo stando ai primi piani approvati dall’entrata in vigore del Pgt, sono già in programma 23 nuovi alloggi, per un investimento di alcuni milioni di euro che non peserà sul bilancio comunale. Inoltre, l’inserimento di tali quote di edilizia sociale nel contesto di piani di edificazione privati ne consentirà la piena integrazione, evitando l’effetto “ghetto” che troppo spesso in passato ha caratterizzato il settore dell’edilizia residenziale pubblica».



