Confapi Industria: «Pmi, probabile aumento costi energia anche per diverse migliaia di euro. Avvantaggiate le imprese energivore più grandi»

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Lo scorso 26 aprile, è stato, infatti, pubblicato dal ministero dello Sviluppo economico un atto d’indirizzo, inviato qualche giorno prima al presidente dell’Autorità per l’Energia e il Gas, Guido Bortoni, che prevede la riduzione degli oneri generali di sistema per le imprese a forte consumo di energia rifacendosi alla nuova definizione di imprese energivore contenuta in un decreto dei primi di aprile.
«Si tratta di un beneficio importante a favore delle sole aziende medio/grandi e grandi, che delinea uno sgravio complessivo di circa 600 milioni di euro annui – ha spiegato Paolo Galassi, presidente di CONFAPI INDUSTRIA, che rappresenta nelle province di Milano, Monza, Pavia, Lodi e Bergamo, oltre 3.000 aziende per circa 70.000 addetti -. Le aziende più piccole ma ad alta intensità energetica comunque resteranno del tutto escluse. Anzi avranno il dovere di sopportare gli oneri di compensazione».
Il Servizio Energia di CONFAPI INDUSTRIA ha, infatti, stimato che, per la piccola e media impresa, l’aggravio sulla fattura elettrica sarà almeno pari a circa 3 euro/MWh, indicativamente equivalenti al 4,5% della spesa per la componente energia. A titolo esemplificativo, una piccola impresa energivora con consumi da 2 milioni di kWh annui subirà un aumento di costo annuo pari a 6 mila euro. «Al contrario, per le imprese che beneficeranno del vantaggio – ha spiegato il presidente di CONFAPI INDUSTRIA Paolo Galassi – lo sgravio sarà tra il 15% ed il 60% degli oneri, un vantaggio crescente in proporzione alle dimensioni. Si tratta di una disparità di trattamento inaccettabile e ingiusta, oltre che pericolosa per le pmi che ne subiranno le conseguenze.
CONFAPI INDUSTRIA – conclude Galassi – che già aveva evidenziato come la soglia di 2,4 GWh/anno di consumi energetici alla base alla nuova definizione di imprese energivore avrebbe portato all’esclusione dalle agevolazioni di molte piccole e medie imprese, chiederà al nuovo ministro Flavio Zanonato e all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, alla quale entro 60 giorni è demandato il compito di tradurre in provvedimento di Legge l’atto di indirizzo del ministero dello Sviluppo Economico, di ristabilire equità di trattamento per tutta la filiera manifatturiera energivora e non solo per parte di essa».



