Di Pubblicato il: 15 Luglio 2014Categorie: Attualità

No all’importazione di riso a dazio zero dai Paesi Meno Avanzati dell’Asia

riso dazio zero

No all’importazione di riso a dazio zero dai Paesi Meno Avanzati dell’Asia, Cambogia in testa: lo hanno ribadito oggi alla Borsa Merci di Buccinasco i produttori di riso lombardi di Confagricoltura e Cia, assieme ai rappresentanti delle aziende di trasformazione di Airi ( l’associazione delle industrie risiere ) e di Confartigianato e dei responsabili delle associazioni dei Mediatori.

La manifestazione di protesta fa seguito a quelle svoltesi nelle ultime ore a Novara e Vercelli e prelude a quelle in programma domani a Pavia e venerdì a Mortara.

La situazione per la filiera riso è drammatica proprio a causa della importazione selvaggia di quintali riso dalla Cambogia che ha portato inevitabilmente alla sensibile riduzione del prezzo conferito ai produttori.

Si è passati nel giro di poco tempo dai 26 centesimi al chilo agli attuali 22 centesimi e mezzo, assolutamente insufficienti per compensare le spese produttive.

“Così si distrugge la filiera del riso in tutto il Paese ed in particolare nelle due regioni italiane vocate a questa produzione: Piemonte e Lombardia” ribadisce Luigi Curti, direttore di Confagricoltura Milano, Lodi, Monza Brianza.

Quando, poi, si ridurranno le aziende agricole risicole vi saranno inevitabili squilibri ambientali su interi territori trasformati dalla mano sapiente dell’uomo.

Confagricoltura insieme alle altre componenti della filiera aveva da tempo richiesto alla Comunità Europea lo stop a queste importazioni, ma non avendo ricevuto adeguate risposte mentre la situazione andava sempre piú peggiorando, tutta la filiera ha indetto una settimana di agitazione bloccando i listini prezzi delle Borse Merci.

Così, per la prima volta, agricoltori, artigiani, industriali e mediatori si sono messi assieme per una battaglia per la sopravvivenza.

“La protesta, si noti bene, non è degli agricoltori contro l’industria, come qualcuno in Coldiretti ha affermato nelle manifestazioni parallele organizzate autonomamente, ma punta l’indice contro la Comunità Europea che sta svendendo il nostro riso, tutelando invece – ancora una volta – le agricolture del Nord Europa” afferma Curti.

Anche la nuova Politica Agricola Comunitaria danneggia di fatto il mondo del riso, penalizzando fortemente il settore attraverso il taglio di importanti risorse.

“Accusiamo anche la nostra politica nazionale – ribadisce il direttore di Confagricoltura – che non ha difeso ancora una volta le nostre produzioni accettando queste politiche”.

Una tiratina d’orecchi va anche alla politica regionale che, pur avendo dato vita al distretto del riso, non attiva, poi, adeguate politiche di sostegno.

“Su questa battaglia si è aggiunta ora anche la Coldiretti e la cosa ci fa estremamente piacere” osserva il direttore di Confagricoltura.

Lo ha fatto come sua consuetudine in grande stile nell’intento di ottenere l’attenzione dei media, ma rendendo folcloristica e gioiosa una protesta che, a causa della sua drammaticità, ha ben poco da spartire con quanto emerso dai servizi giornalistici.

“La nostra è, invece, una protesta che concede poco al folclore ma che è preludio di una mobilitazione sempre piú ampia e viva da parte di tutta la filiera del riso – osserva Curti -. In futuro se anche Coldiretti volesse aggregarsi riusciremo a dare ancora piú forza alla mobilitazione: infatti, anche i loro associati hanno gli stessi problemi dei nostri”.