Lombardia. Termovalorizzatori, stop ai rifiuti provenienti da fuori regione

Nel testo approvato a maggioranza dall’Assemblea (così come formulato dal Gruppo Lega Nord, con alcune integrazioni proposte dal M5S) ci si impegna a fare pressione sul Governo, al fine di evitare che nei termovalorizzatori della Lombardia vengano indirizzati rifiuti solidi urbani provenienti da altri territori dello Stato.
Il testo della mozione chiede anche di valutare il profilo di costituzionalità dell’articolo in questione, per eventualmente fondare un ricorso alla Corte Costituzionale.
“L’art. 35 penalizza i comportamenti delle regioni virtuose – ha argomentato Rolfi – tende a distruggere il piano regionale per la gestione dei rifiuti e a vanificare lo sforzo della nostra Regione per organizzare lo smaltimento differenziato e la dismissione progressiva degli impianti di incenerimento”
“Si aprirebbe poi il problema dei rifiuti speciali, che non si saprebbe più come smaltire – ha aggiunto – se la quota degli stessi che oggi grava sugli impianti lombardi dovesse essere sostituita da rifiuti urbani di provenienza extra regionale”.
Il Consiglio ha invece respinto il testo proposto dal centrosinistra sullo stesso argomento. In diversi interventi (quali quelli di Gianmarco Corbetta, M5S, e Riccardo De Corato, Fratelli d’Italia) è stato criticato al proposito il riferimento a politiche di mutuo soccorso, considerate non sufficientemente efficaci e, negli effetti, unidirezionali.
Nel corso della seduta, l’Assessore Claudia Terzi ha informato il Consiglio che domani si terrà sull’argomento il tavolo tecnico delle Regioni con il Governo.


