La parola aggredita: a Lodi un confronto su donne, politica e violenza sui social

Lodi – Quando una donna prende la parola nello spazio pubblico, troppo spesso diventa bersaglio di insulti, minacce, commenti sessisti e campagne di delegittimazione sui social. Non si tratta di semplici manifestazioni di dissenso, ma di comportamenti che possono trasformarsi in strumenti di intimidazione, limitando la libertà di espressione e scoraggiando la partecipazione femminile alla vita politica e pubblica.
Da questa consapevolezza nasce «La parola aggredita. Donne, politica e violenza sui social», l’iniziativa promossa dalle Donne Democratiche del Lodigiano, in programma sabato 7 novembre 2026, alle ore 10, nella Sala dei Comuni della Provincia di Lodi, in via Fanfulla 14.
L’incontro si inserisce nel mese dedicato al contrasto della violenza contro le donne e intende approfondire una forma di violenza ancora troppo spesso sottovalutata: quella che si manifesta negli ambienti digitali e colpisce in particolare le donne che si espongono nel dibattito pubblico o ricoprono ruoli politici e istituzionali.
A confrontarsi saranno quattro ospiti, con esperienze e competenze differenti:
- Roberta Vallacchi, consigliera regionale della Lombardia, porterà la propria esperienza sul tema «Il caso: quando la parola pubblica diventa bersaglio».
- Debora Nozza, dell’Università Bocconi, approfondirà «La misoginia online: come funziona e come si riconosce».
- Ilaria Rossetti, scrittrice e docente di scrittura e narrazione, parlerà de «Il potere delle parole: linguaggio, narrazioni e rappresentazioni delle donne».
- Nannerel Fiano, dell’Università degli Studi di Milano, affronterà il tema «Odio online, libertà di espressione e diritto alla partecipazione».
A moderare il confronto sarà Valeria Menichini, giornalista e coordinatrice delle Donne Democratiche del Lodigiano.
Il problema non riguarda soltanto le donne che subiscono direttamente gli attacchi. Quando una persona viene intimidita o delegittimata per le proprie idee, il rischio è che la paura finisca per scoraggiare anche altre donne dal prendere parte alla vita pubblica. In gioco ci sono quindi la qualità della democrazia, il pluralismo, la libertà di espressione e il diritto di ciascuno a contribuire al dibattito pubblico.
«Nessuna donna deve rinunciare alla propria voce per paura degli attacchi» è il messaggio che le Donne Democratiche vogliono portare al centro dell’incontro. Contrastare la violenza significa infatti anche garantire alle donne la possibilità di esprimersi, dissentire, assumere responsabilità e partecipare alla politica senza essere intimidite per la propria esposizione pubblica.
L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Lodi e del Comune di Lodi ed è rivolta a tutta la cittadinanza, alle associazioni e alle realtà del territorio, oltre che a chiunque sia interessato ai temi della partecipazione democratica.
L’incontro è aperto a tutte e a tutti. La partecipazione è libera.



