Sciopero ad oltranza: ex Polenghi, licenziamenti e stop ammortizzatori. «Inaccettabile e vergognoso»

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I lavoratori della Newlat di Lodi, riuniti oggi in assemblea, esprimono sconcerto a fronte della decisione della proprietà di ritirare la richiesta di cassa integrazione straordinaria e di inviare 20 lettere di licenziamenti. “La pretesa di questa proprietà – si legge nel comunicato sindacale – di scaricare sulle istituzioni la responsabilità di chiusura ad ulteriori ammortizzatori sociali è inaccettabile”.
Dopo lo stop agli ammortizzatori imposto dall’azienda è intervenuto il deputato leghista, il lodigiano Guido Guidesi: “La scelta di Newlat di ritirare la richiesta di rinnovo della cassa integrazione per i lavoratori è una decisione vergognosa, che dimostra la volontà della proprietà di dismettere lo stabilimento di Lodi”.
“L’atteggiamento della società è sempre stato quello di attaccare altri, mai di proporre o di individuare un piano industriale credibile, che consentisse di sperare in un futuro. Mi auguro che Newlat mi smentisca e nei fatti investa sullo stabilimento di Lodi e sul glorioso marchio Polenghi”.
“Le istituzioni hanno dato ampia disponibIlità alla proprietà per assicurare continuità occupazionale, ora la proprietà si dichiara, con questa decisione, totalmente disinteressata allo stabilimento di Lodi, smentendo nei fatti le parole spese. E’ inaccettabile e chiedo alla proprietà di annullare le lettere di licenziamento, di riformulare la richiesta di ammortizzatori sociali e di presentare un piano industriale serio”.
L’assessore alle attività produttive del Comune di Lodi, Andrea Ferrari ha dichiarato: «L’inaudita decisione di Newlat di ritirare la richiesta di una nuova tornata di cassa integrazione per i dipendenti dichiarati in esubero e di passare immediatamente all’invio di 20 lettere di licenziamento rappresenta purtroppo la conferma dei peggiori presentimenti che sindacati e istituzioni hanno nutrito in questi mesi di difficile ed improduttivo confronto con un interlocutore che, una volta di più, si è dimostrato non attendibile. Abbiamo ormai compreso che da parte della proprietà non esiste una reale disponibilità a mettere in campo impegno e idee per provare a rilanciare l’attività presso lo stabilimento di Lodi, ma oggi dobbiamo prendere atto di qualcosa di più grave e irrimediabile, vale a dire il rifiuto a perseguire soluzioni che almeno offrano qualche forma di tutela ai lavoratori, garantendo il trattamento di cassa integrazione e qualche forma di incentivo economico all’esodo, come richiesto dai sindacati, che hanno sempre gestione questa delicata situazione con senso di responsabilità e generoso impegno. I problemi dell’ex Polenghi hanno origine antica, ma la gestione Newlat se possibile li ha ulteriormente aggravati, svuotando pezzo dopo pezzo lo stabilimento di San Grato, a dispetto di promesse mai rispettate.»


