Lettere a Lodinotizie – Iniziative. Il 15 febbraio a Lodi “Foibe: io non scordo i miei fratelli”

foibe locandina
A dieci anni dalla sua istituzione in Italia, si è celebrata lunedì 10 febbraio la solennità del Giorno del ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata, provocate tra il 1943 e il 1945 dalla furia dei partigiani comunisti jugoslavi di Tito.Lealtà Azione insieme a Destra Laudense ha organizzato per sabato 15 febbraio alle ore 15.00, alla Sala Granata di Via Solferino n. 72 a Lodi, l’evento “Foibe: io non scordo i miei fratelli” per commemorare questo trag…ico evento. All’incontro parteciperanno l’Avvocato Piero Barcellesi, esperto delle vicende giuliano-dalmate, e ci sarà la testimonianza di un esule di quelle terre, Livo Vivoda.
E’, quella delle foibe, una pagina storica cancellata per sessant’anni e ancora poco conosciuta. Almeno diecimila gli infoibati accertati, trecentocinquantamila gli esuli italiani. Secondo i parenti delle vittime oggi il rischio è che dal negazionismo si passi al riduzionismo, ovvero alla svalutazione della reale portata di questa tragedia.
Sono gli anni a cavallo del 1945, l’Italia lentamente prova a rialzarsi dopo la fine della seconda guerra mondiale, ma a Trieste è l’inizio di un incubo. Nella città e nell’Istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito, con la complicità del Partito Comunista Italiano, i cittadini subiscono torture, deportazioni o vengono uccise. Sono innocenti, colpevoli solo di essere italiani o anticomunisti. Moltissimi di loro vengono gettati vivi dentro le foibe, voragini naturali disseminate sull’altipiano del Carso.
In massa fuggono dalle terre di Istria e Dalmazia cacciati dalla furia comunista. Una tragedia italiana ancora poco conosciuta e per sessant’anni cancellata dai libri di storia. Solo dal 2004, in memoria delle vittime della foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, l’Italia istituisce ogni 10 febbraio la solennità nazionale e civile del ‘Giorno del Ricordo’.
Invitiamo la cittadinanza a partecipare numerosa per scoprire di più di questa pagina della storia italiana spesso negata o nascosta


