Innalzamento discarica Cavenago: la questione in commissione europea con un’interrogazione di Fidanza

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Carlo Fidanza
La questione della discarica di Cavenago sbarca al parlamento europeo. Lo fa attraverso un’interrogazione che verrà discussa nei prossimi giorni a firma dell’euro deputato 37enne Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia).
In sintesi, i lettori ricorderanno, nonostante le battaglie del Comitato “No ampliamento alla discarica”, l’iter per il nuovo ampliamento (“riprofilatura”) è proseguito. Sulla vicenda il comitato ha depositato nei mesi passati anche un esposto in procura. Gli attivisti, fra le varie istanze, hanno sempre chiesto delle verifiche soprattutto in merito alla “portanza”, punto cruciale di tutta la vicenda: in parole povere si tratta del peso che il terreno può sopportare senza compromettere lo stesso e la falda acquifera. A tal proposito sono oramai note le cronache sul famoso laghetto venutosi a formare a lato discarica, per cui gli attivisti del Comitato sostengono – perizie alla mano – sia la conseguenza di una fuoriuscita proprio dovuta dalla pressione dei conferimenti sul suolo. (Chi volesse approfondire può digitare “discarica” nel “cerca” in home page). In merito si tenne una conferenza dei servizi in Provincia a fine settembre a cui parteciparono Provincia, Ecoadda Srl, Asl, Arpa, Parco Adda Sud e Comune di Cavenago. Alla fine della conferenza venne dato il nulla osta alla conclusione del procedimento di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) “in attesa del recepimento del parere richiesto al Politecnico di Milano (chiesto in luglio) per la definizione geologica dei terreni su cui poggia la discarica Ecoadda Srl e la tenuta della stessa a seguito di istanza di sopralzo”. Secondo il parere arrivato a novembre dal Politecnico, costato qualche migliaia di euro, “non vi sarebbe nessun ostacolo per l’innalzamento, nessun motivo di vulnerabilità geologica”. Così il Dipartimento Pianificazione territoriale della Provincia ha espresso il parere favorevole sulla richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale. Ma, secondo indiscrezioni, anche sul parere del politecnico il Comitato potrebbe avere ancora qualcosa da dire.

Uno striscione di protesta del Comitato
Tutte motivazioni che, tornando a Fidanza, hanno portato lo stesso ad interrogare la commissione europea. Si legge nel testo dell’interrogazione: “In località Soltarico (Lodi-Italia) nel maggio del 1993 è diventata operativa (nonostante parere negativo di una perizia geologica, che indicava il terreno non idoneo … ) una discarica di rifiuti speciali non pericolosi per un conferimento massimo di 273mila tonnellate ed un’altezza di 4 metri. La discarica si trova a 120 metri dal Sito di Importanza Comunitaria SIC Lanca di Soltarico (seconda lanca naturale più grande d’Europa). Nel corso degli anni la discarica è stata ampliata più volte, raggiungendo un peso di 1.600.000 tonnellate e un’altezza di 26 metri. A pochi metri di profondità sotto questo peso stimato, che aumenta nelle stagioni più piovose, scorrono le falde acquifere del complesso sistema delle zone umide che costituiscono il vasto Parco dell’Adda. (…) In località Coste Fornaci, nel 2012 in un’altra discarica con identiche caratteristiche di impermeabilizzazione e conferimento, si è riscontrata la presenza di percolato e altri 7 agenti chimici altamente dannosi a causa della rottura dei teli impermeabili, dovuta al peso eccessivo dei rifiuti. Allo stato attuale, la società che gestisce la discarica ha presentato ennesimo progetto di ampliamento che comporterebbe lo sversamento di ulteriori 135mila mc di materiale in altezza (3 metri). Esistono quindi le condizioni per prevedere un collasso dello strato isolante del fondo della discarica e conseguente inquinamento delle falde, in un contesto che appare già compromesso. (…) Si interroga la commissione per sapere se è a conoscenza della vicenda e come intende intervenire per evitare che vi siano conseguenze peggiori per la zona.”


