Parco Adda Sud, allarme gelo per aironi e pettirossi: rischio fame con il crollo delle temperature

Martin pescatore

“Se l’inverno è particolarmente rigido – spiega Riccardo Groppali, responsabile scientifico del Parco Adda Sud – nelle popolazioni di Martin Pescatore i decessi possono superare il 50 per cento. Quando le aree palustri ghiacciano, gli insetti spariscono, i pesci si rifugiano in profondità, molti canali sono in asciutta e nei campi dopo l’aratura invernale non ci sono coltivazioni e tutto questo riduce la possibilità di nutrirsi per gli uccelli, che diventano le prime vittime dell’inverno”.
Insetti, rettili e piante invece resistono meglio – spiega il Parco Adda Sud – a meno che non ci si trovi ad affrontare un inverno in stile siberiano che arriva a congelare anche la parte più interna dello strato di terra dove si trovano radici, larve e tane, comprese quelle di ghiri e moscardini.
“Considerato che i punti di ristoro artificiali rischiano di intervenire in maniera anomala sugli equilibri ecologici delle popolazioni di animali – spiega Groppali – all’interno del Parco abbiamo optato per una soluzione più naturale: durante gli interventi di rimboschimento e piantumazione scegliamo essenze autoctone in grado di produrre bacche e piccoli frutti anche d’inverno, come biancospino, prugnolo o noccioli, in modo che possano diventare mense anti gelo per tutte le specie di uccelli”.
Queste riserve naturali di cibo sono state costituite, ad esempio, presso la Lanca di Soltarico a Cavenago o a Villa Pompeiana di Zelo Buon Persico. Intanto al Parco Adda Sud tengono sotto controllo le temperature che, nei prossimi giorni, di notte dovrebbero scendere anche di 4 gradi sotto lo zero, con una prima spruzzata di neve nel pomeriggio di sabato.


