Di Pubblicato il: 13 Novembre 2013Categorie: Attualità

Esodati lodigiani e lombardi, siglato accordo per mobilità in deroga. Consigliere Foroni: “modello Lombardia”

esodati lodi

Lodi – Mobilità in deroga per gli “esodati” della Lombardia. Una risposta concreta per una situazione che si trascina da tempo. Gli “esodati” lombardi potranno infatti beneficiare delle indennità assicurate ai lavoratori in mobilità in deroga. E’ quanto illustrato stamani nella conferenza stampa al quale era presente il consigliere regionale, Pietro Foroni, oltre alle delegazioni dei comitati degli “esodati” lodigiani, milanesi e ad una rappresentanza nazionale.

Per ottenere l’attuazione dell’accordo occorre ottenere il parere favorevole del Ministero che, però, ha spiegato il consigliere regionale Pietro Foroni, «si tratta solo di una formalità che verrà risolta a breve». Assenso anche dell’Insp, seppur con qualche mancanza da parte dell’ente di fornire i dati ufficiali sul numero effettivo degli “esodati” lombardi (dovrebbero essere circa 700/800). A Lodi i dati sono un po’ più precisi: una cinquantina le persone che potranno avvalersi dei benefici dell’accordo.

«Avevamo una dignità costruita in 40 anni di lavoro – hanno spiegato i rappresentanti lodigiani del comitato -. Ci hanno chiamato “esodati”, un termine orrendo creato su misura per evitare di dire che siamo le vittime della crisi e della riforma Fornero, una vera porcata. Noi, però, non abbiamo perso la voglia di lottare, attraverso varie iniziative e idee per il nostro diritto alla pensione. Andiamo avanti, anche grazie a Foroni, che ha capito il nostro problema e ci sta aiutando»

«Anche se il problema degli “esodati” lombardi non è chiuso, – ha detto Foroni – con questo accordo abbiamo risolto la situazione di tante persone, laddove si è potuto intervenire. Dopo tante riunioni per mettere a punto le idee degli “esodati” lodigiani, Regione Lombardia è diventato un modello anche per altri territori che ora ci stanno contattando. Con la mobilità in deroga si è garantito a queste persone di tornare almeno ai vecchi requisiti pensionistici».

In collegamento telefonico anche l’On. Fedriga, “contatto” per il ministero: «Ho seguito in Parlamento la battaglia portata avanti in Lombardia e proprio questa mattina ho contattato la segreteria del ministero per fare in modo di formalizzare definitivamente l’accordo».