Produzione agricola, finalità prioritaria. Il biogas come integrazione al reddito per le imprese agricole
“La produzione di energia da fonti rinnovabili e, in particolare, il biogas rappresentano una straordinaria opportunità per le nostre aziende per diversificare le loro attività e per integrare il reddito aziendale, garantendo così alle imprese agricole una maggior solidità economica che permette loro di proseguire il proprio insostituibile lavoro nell’ambito delle tradizionali filiere che caratterizzano l’agricoltura lombarda”.
E’ quanto aveva ribadito Antonio Boselli, Presidente di Confagricoltura Lombardia, al recente convegno svoltosi a fine settembre a Milano, nella sede della Regione. In quella occasione erano stati illustrati i dati elaborati dall’Università di Milano sulla produzione da biogas nella nostra regione.
Attualmente in Lombardia sono attivi 361 impianti che erogano una potenza complessiva di poco più di 280 megawatt.
Si tratta per lo più di impianti che per quasi il 50% sono legati al trattamento dei reflui zootecnici derivanti dall’allevamento, il 30% all’utilizzo di mais trinciato e cereali vernini ed il 20% ai sottoprodotti agricoli ed industriali.
I terreni a mais, effettivamente dedicati agli impianti a biogas, sono equivalenti a poco meno di 35 mila ettari, pari al 4% della Sau, la superficie agricola utilizzata in Lombardia: una minima parte se si considera che fino a qualche anno fa il ‘set aside’ obbligatorio era pari al 5% della Sau.
Se pensiamo, inoltre che negli ultimi anni i terreni coltivati a bietole in Lombardia sono scesi da 20 mila ettari a poco più di 2 mila ci si può accorgere che l’effettivo impatto del biogas sulla produzione agricola tradizionale è marginale.
“Come emerge dai dati dell’Università di Milano appare chiaro come il biogas rappresenti per le aziende agricole lombarde una occasione per dare maggior solidità all’attività imprenditoriale, aprendo nello stesso tempo nuovi orizzonti alla capacità di investimento dei nostri agricoltori” ribadisce Boselli.
Gli esperti della Facoltà di Agraria dell’Università di Milano hanno, inoltre, rilevato come gli impianti a biogas abbiano avuto impatti estremamente positivi sull’ambiente.
In particolare, sono diminuiti gli odori e le cariche patogene dei reflui zootecnici, con una netta riduzione della percentuale di ammoniaca ed un deciso miglioramento della gestione agronomica dei terreni.
“E’ anche per questo motivo che riteniamo sia utile per le imprese agricole introdurre gli impianti a biogas, soprattutto di piccole dimensioni, laddove vi siano le condizioni adeguate per il loro insediamento” conferma il Presidente di Confagricoltura Lombardia.
“È bene riaffermare ancora una volta, tuttavia – conclude Boselli – che questa attività non deve però distogliere le aziende dalla loro finalità prioritaria che deve rimanere quella della produzione agricola, a cui la produzione di biogas – così come ogni altra attività di diversificazione – deve affiancarsi in maniera armonica per valorizzare al meglio le potenzialità delle aziende stesse”.



