Parco Adda Sud, 50 mila euro all’anno di danni con l’assalto dei vandali dell’immondizia

Rifiuti parco Adda

La mappa dei vandali dell’immondizia all’interno del Parco va da nord a sud e tocca le aree più frequentate lungo l’Adda: la zona del ponte di Rivolta e quella del ponte fra Spino e Zelo, la località Mezzanino di Boffalora, l’ex cava Burlini di Montanaso è la peggiore, il lungo Adda di Lodi compresa la parte retrostante l’area del Capanno, la Morta di Cavenago, le sponde di Crotta e Pizzighettone e la foce sul Po a Castelnuovo Bocca d’Adda ed altre ancora.
“Ogni giorno – spiega Maurizio Polli, responsabile delle Guardie ecologiche volontarie – le nostre Gev perlustrano il Parco e trovano non solo sacchetti abbandonati isolati, ma veri e propri cumuli di immondizia. Il paradosso è che vengono formati anche sotto i cartelli dove si legge in modo esplicito che è vietato abbandonare i rifiuti”.
Se qualcuno viene sorpreso a buttare l’immondizia abusivamente, la multa può arrivare anche a diverse centinaia di euro. Eppure il fenomeno peggiora di anno in anno. Citando un esempio in un periodo non troppo lontano, un signore dopo aver sostato lungo il fiume a Boffalora, ha preso la spazzatura, ha chiuso bene il sacchetto e poi lo ha abbandonato sopra una montagnola di altri rifiuti, a fianco di un cartello di divieto di discarica abusiva e sotto gli occhi sorpresi dalle guardie che gli hanno chiesto: “Ma che sta facendo?”. E quello, tranquillo: “Butto la spazzatura, tanto è tutta qui”. Gli agenti, sempre più sorpresi: “Ma c’è il cartello”. L’uomo ha alzato le spalle e stava per andarsene. Lo hanno fermato e multato.
“Si tratta di un episodio- conclude Gori – che per certi aspetti spiega bene quale sia l’atteggiamento di alcuni escursionisti. Per fortuna non sono tutti così, ma bastano quei pochi per rovinare un bene che è di ognuno di noi”.


