Lettere a Lodinotizie – Boneschi (Lega Nord): “L’integrazione non dovrebbe fondarsi su atti simbolici”

boneschi matteo
Gentile Direttore,
chiedo ospitalità sul Suo giornale per esprimere il mio personale punto di vista sulla questione della cittadinanza onoraria ai minori stranieri e, più in generale, al tema dell’integrazione. Cosa che avrei voluto fare anche in Consiglio Comunale a Lodi, dove, purtroppo però sono venute a mancare le condizioni per un sereno dibattito.
Ritengo che l’integrazione non dovrebbe fondarsi su atti simbolici (quali un foglio di carta che attesta una presunta cittadinanza onoraria), bensì su fatti sostanziali quali l’adesione, da parte dell’ospite, alle regole, usi, costumi, tradizioni del paese ospitante. Le regole fondamentali di convivenza nel nostro Paese sono dettate in maniera chiara dall’art.3 della Costituzione che sancisce l’eguaglianza tra tutti i cittadini senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione…
Ebbene, chiedo a tutti coloro i quali si sentono in pace con loro stessi predicando “integrazione”…siete davvero sicuri che tutte le comunità straniere che risiedono sul nostro territorio rispettino, o manifestino quantomeno la volontà di rispettare, tali principi fondamentali di pacifica convivenza?
Credo che anche il più convinto terzomondista abbia letto di episodi tragici, accaduti purtroppo anche in Italia, di ragazzine straniere ridotte in fin di vita, e in alcuni casi addirittura uccise, dal padre per il solo fatto di vestire all’occidentale… E’ forse questo un atteggiamento sintomatico della volontà di integrarsi? Cosa ne pensano, poi, di quei bambini stranieri che non riconoscono l’autorità di un’insegnante italiana per il solo fatto di essere donna?
E ancora, ai fautori dell’immigrazione indiscriminata chiedo se sia accettabile che uomini di fede islamica pretendano che loro mogli non vengano curate da medici italiani uomini… Sono questi esempi di condivisione dei valori fondanti la tanto decantata Repubblica o di volontà di integrarsi? Perché vi sia integrazione, è necessario che i due elementi che devono integrarsi abbiano caratteristiche tali da potersi integrare.
A mio avviso, invece, molte delle culture portate dagli immigrati giunti sul suolo italico, si fondano, invece, su principi antitetici rispetto a quelli posti alla base della millenaria cultura europea. E allora, se i valori sono antitetici, chiedo a chi ritiene comunque l’immigrazione una risorsa quale dovrebbe essere il nostro atteggiamento nei confronti di ospiti tanto diversi da noi.
Dobbiamo licenziare le insegnanti donne ed assumere insegnanti uomini in modo che i bambini islamici ne riconoscano l’autorità? Dobbiamo licenziare medici uomini e sostituirli con medici donna? Per non urtare la sensibilità di chi è portatore di valori in contrasto con quelli (es. uguaglianza) fondanti la Repubblica, dovremmo rimuovere il crocifisso da millenni affisso nelle nostre aule scolastiche, nelle stanze d’ospedale? E ancora, sempre per non urtare la sensibilità, di queste persone, dovremmo impedire ai nostri bambini di mangiare il prosciutto a scuola, di celebrare le festività natalizie, pasquali…?
Io non credo. Anzi, penso esattamente l’opposto.
Nessuno ha imposto ai nuovi arrivati di venire in Europa, in Italia, a Lodi. Sono venuti spontanaeamente…magari anche spinti dalla legittima aspettativa di migliorare le loro condizioni di vita. Credo sia solo buon senso – certamente non razzismo – pretendere che siano loro a doversi adeguarsi alle nostre regole, alle nostre tradizioni, ai nostri usi e costumi e non il contrario.
Matteo Boneschi
Consigliere Comunale Lega Nord



