Aumentano le tariffe dell’acqua nel Lodigiano: “Ma rimangono ancora tra le più basse d’Italia”
La Provincia di Lodi ha determinato le nuove tariffe del servizio idrico integrato che, pur prevedendo un aumento, restano tra le più basse della Lombardia e d’Italia. Il provvedimento è stato assunto dal Commissario straordinario della Provincia di Lodi con i poteri del Consiglio provinciale. Due in particolare le delibere approvate nei giorni scorsi da Cristiano Devecchi in materia di acqua pubblica: come detto, la determinazione delle nuove tariffe e, accanto, una diversa articolazione che entra in vigore per semplificare e rendere più equo un panorama che fino a due anni fa prevedeva addirittura 37 diversi bacini tariffari nel Lodigiano, poi tagliati a 4 e, con il provvedimento votato dal Commissario straordinario, ridotti finalmente a uno solo.
La determinazione delle tariffe è arrivata sul tavolo di Devecchi dopo essere stata proposta dall’Ufficio d’Ambito e successivamente aver ottenuto il via libera unanime dalla Conferenza dei Comuni del Lodigiano, che ha espresso un parere che per legge è obbligatorio (anche se in questo caso non vincolante, poiché i Comuni non sono riusciti a garantire il numero legale nella seduta in cui il tema era in discussione), e dopo che l’adozione di modalità nuove (e provvisorie) di calcolo delle tariffe si era resa necessaria da una diversa distribuzione delle competenze in materia a livello nazionale, dove al Ministero dell’Ambiente si è sostituita l’Autorità per l’energia elettrica e il gas.
“Come si può capire, la gestione dell’acqua resta materia complessa nel nostro Paese – commenta il Commissario straordinario Cristiano Devecchi -. Infatti, quello che la Provincia ha deliberato su indicazione nazionale è un metodo che varrà per il solo 2013 e che prende le mosse dal risultato del referendum sull’acqua pubblica del 2011. In realtà, per gli utenti lodigiani non cambia granché. Rispetto all’aumento che ci sarebbe stato con i vecchi meccanismi, e cioè il 14,94% rispetto alle tariffe 2011, con i nuovi criteri l’incremento si è assestato sul 14,47 per cento di media provinciale”. Gli effetti di queste decisioni erano già stati trasmessi all’Autorità per l’energia elettrica e il gas dopo la deliberazione del Consiglio di Amministrazione dell’Ufficio d’Ambito, a fine aprile. Entro il 30 luglio è atteso il via libera definitivo, ma l’applicazione della nuova articolazione tariffaria decorrerà dal 1 luglio 2013.
“Anche se di fatto la mia decisione era un atto dovuto, mi metto nei panni dei cittadini lodigiani che leggeranno questa notizia – spiega il Commissario straordinario della Provincia -. Sapere di un incremento del 14,47% non è piacevole, ma bisogna considerare tre aspetti: intanto, che questo incremento percentuale si applica su tariffe che erano tra le più basse d’Italia e che tali resteranno; in secondo luogo, va tenuto conto che dopo l’ultimo aumento, due anni fa, nel 2012 erano rimaste invariate e non avevano subito nemmeno l’adeguamento Istat; infine, questo aumento servirà a garantire al gestore del servizio sul territorio (SAL Srl) 30 milioni di ricavi che permetteranno di continuare a gestire un servizio che ha standard di qualità molto elevati e di fare nuovi investimenti per migliorarlo ancora”.
Tradotto in cifre comprensibili agli utenti, se prima un metro cubo d’acqua – mille litri – costava mediamente 1,05 euro, domani ne costerà 1,20. “Ma bisogna considerare – prosegue Devecchi – che ad esempio a Lecco si è passati da 1,38 euro al metro cubo a 1,56 o che a Cremona si parte già da una base più alta di 1,27 euro. Con la seconda deliberazione assunta con i poteri del Consiglio provinciale abbiamo anche deciso come spalmare questo aumento medio: decidendo di tagliare ulteriormente a una sola le 37 tariffe diverse che c’erano nel Lodigiano prima del 2011, abbiamo fatto un’operazione di equità. Abbiamo uniformato il trattamento dei cittadini residenti nel territorio: l’aumento oscillerà tra il 10,5% per gli utenti dei comuni in cui si pagavano tariffe più alte e il 17,9% per cento dove prima le tariffe erano più basse. Il percorso fatto è stato all’insegna della massima condivisione dei Comuni e sono state coinvolte anche le associazioni dei consumatori, che non hanno sollevato obiezioni”.



